Prima banca d’Australia accusata di riciclaggio ha deciso di mediare

22 Marzo 2018, di Alessandra Caparello

SIDNEY (WSI) – Ha accettato l’offerta di mediazione la CBA, la Commonwealth Bank of Australia, la prima banca australiana per numero di asset in gestione coinvolta in uno scandalo sul riciclaggio di denaro.

La CBA, insieme alla National Australia Bank, Westpac, e Australia and New Zealand Bank (Anz), è soggetta ad un’inchiesta su riciclaggio. L’indagine è partita grazie ad una serie di rivelazioni esplosive in merito a buste di banconote passate attraverso gli sportelli per corrompere impiegati e ottenere mutui immobiliari fraudolenti ed è condotta dall’Austrac, Australian transaction reports and analysis centre, la Commissione australiana sui servizi bancari, finanziari e dei fondi pensione. La banca è accusata di violazione delle norme su riciclaggio e finanziamenti al terrorismo. In particolare non avrebbe fornito 53mila rapporti su transazioni di liquidità oltre i 10mila dollari australiani agli sportelli automatici tra 2012 e 2015 per 624,7 milioni di dollari australiani e di non aver segnalato transazioni finanziarie dubbie per 77 milioni. La banca non avrebbe infatti vigilato sulle operazioni di alcuni clienti anche dopo essere stata allertata su possibili attività di riciclaggio  e ogni violazione potrebbe costare  una multa pari a 18 milioni di dollari australiani (12 milioni di euro) con un totale che potrebbe raggiungere una cifra colossale.

Sulla scia di questo scandalo la Commonwealth Bank of Australia ha comunicato la nomina di Matt Comyn come nuovo chief executive che il prossimo 9 aprile prenderà il posto di Ian Narev, dopo oltre sei anni al timone della banca.

Ora arriva la notizia che Commonwealth Bank e Austrac, la Commissione che ha avviato l’indagine, hanno concordato per la mediazione al fine di cercare di risolvere le accuse di riciclaggio di denaro contro la banca. Il Tribunale federale ha condannato le parti alla mediazione entro il 25 maggio.