“Prezzi fuori dalla realtà, mercato sull’orlo del crac”: lo dicono calcoli premio Nobel

18 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Se vendi ogni titolo di ogni società presente in Usa e usi quei soldi per comprare fabbriche, macchinari e altri prodotti di scorta, ti rimarrebbero ancora tanti soldi da parte.

In poche parole è questo il calcolo che il premio Nobel per l’economia James Tobin farebbe per arrivare alla conclusione che i prezzi di Borsa sono completamente fuori dalla realtà.

I mercati sono distorti, distaccati dall’economia reale, secondo il rapporto Q creato dall’economista della Yale University morto nel 2002. Secondo la sua teoria, l’azionario Usa vale circa il 10% più del costo degli attivi sottostanti – più di qualsiasi altra percentuale mai registrata se si escludono i periodi della bolla dot come e della Grande Depressione del 1929.

Come ha spiegato a Bloomberg Andrew Smithers, ex capo della divisione investimenti di SG Warburg, il “rapporto Q” è tornato di attualità perché illumina le distorsioni di prezzo causate dai vari Quantitative Easing, i programmi di allentamento monetario lanciati dalle banche centrali mondiali.

“Il QE è uno strumento di politica monetaria molto pericoloso, perché a mio avviso ha spinto i prezzi delle attività su livelli troppo elevati e dalla storia sappiamo che ciò è molto rischioso”, ha detto Smithers, fondatore della società omonima, Smithers.

“Attraverso il parametro Q di Tobin, supportato da rilevazioni affidabili, stiamo assistendo ad un mercato azionario troppo caro, che esprime sopravvalutazioni che arrivano all’80%”.

(DaC)