Prestiti: nessun rinnovo moratorie. Rischio pignoramento dal 1° ottobre

11 Novembre 2020, di Alessandra Caparello

Sono circa 541 mila le famiglie in difficoltà che, grazie alle moratorie Abi e Assofin, sono riuscite a sospendere le rate di prestiti personali e finalizzati fino a 12 mesi.

Così emerge da un’indagine di Facile.it e Prestiti.it realizzata in collaborazione con il giornalista economico Paolo Fiore, che però ha evidenziato come queste moratorie siano scadute il 30 settembre e, non essendo state rinnovate, ad oggi non esistano più misure specifiche a supporto di quei privati che si trovano alle prese con il rimborso di prestiti e, a causa dell’emergenza, non riescono a pagare le rate.

Prestiti personali: boom di richieste per liquidità extra

Nel primo semestre 2020, il 41,3% della popolazione adulta (pari a circa 20,7 milioni di individui) risulta avere almeno un contratto di credito attivo, sia esso per l’auto, la casa, l’acquisto di un elettrodomestico o altro.

Secondo i dati dell’osservatorio Facile.it – Prestiti.it, chi ha presentato domanda di prestito personale nel corso del terzo trimestre del 2020 ha cercato di ottenere, in media, 13.257 euro, valore in aumento dell’8,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Guardando alle richieste di prestito personale per le quali è stata esplicitata la finalità, emerge che la prima ragione che ha spinto gli italiani a rivolgersi ad una società di credito nel corso del terzo trimestre dell’anno è stata la necessità di ottenere liquidità extra (23,3% delle richieste).

Tuttavia, all’indomani delle nuove chiusure introdotte dall’ultimo DPCM anti-Covid, i casi di difficoltà economica delle famiglie potrebbero aumentare notevolmente e in assenza di una nuova moratoria o altri interventi governativi, i consumatori che hanno ottenuto un prestito personale e oggi non riescono a rimborsare le rate rischiano di essere segnalati come cattivi pagatori nelle banche dati dei SIC.

Quindi non sono rischiano concretamente di trovarsi nella quasi impossibilità di ottenere ulteriore credito anche solo per piccoli acquisti a rate, ma anche, nel peggiore dei casi, di subire il pignoramento dei propri beni.