Pressione fiscale sale: famiglie consumano meno e risparmiamo di più

26 Giugno 2019, di Alessandra Caparello

Meno consumi e più risparmi: questo il trend che seguono le famiglie italiane nei primi tre mesi del 2019 secondo quanto rende noto l’Istat nel Conto delle Amministrazioni pubbliche (AP), e le stime relative alle famiglie e alle società.

Nel dettaglio l’istituto nazionale di statistica ha rivelato che il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,9% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti in termini nominali dello 0,2%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all’8,4%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. A fronte di una variazione nulla del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è anch’esso cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,9%, un aumento che arriva dopo due cali consecutivi, tornando così a segnare un nuovo massimo dal 2012, ma resta ancora sotto il picco pre-crisi, toccato nel 2007 (-5,7%).

La pressione fiscale, continua l’Istat, è risultata del 38,0%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In peggioramento anche l’indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni in rapporto al Pil, che è stato pari al 4,1% (4,2% nello stesso trimestre del 2018 e 1,7% nell’ultimo trimestre 2018). Il saldo primario è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil dell’1,3% (-0,9% nel primo trimestre del 2018). Il saldo corrente è stato anch’esso negativo, con un’incidenza sul Pil dell’1,6% (-1,5% nel primo trimestre del 2018). Il saldo primario registra il valore peggiore da inizio 2016.