Presentato nuovo Btp a 15 anni: attesi 3-5 miliardi come minimo

15 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – Il rendimento indicato per il nuovo Btp a 15 anni della Repubblica Italiana è nell’area di 35 punti base sopra il rendimento del benchmark Btp marzo 2026. Lo dicono a Reuters fonti vicine all’operazione.

Ieri gli strategist dicevano che la scadenza scelta dal Tesoro per il nuovo 15 anni – settembre 2028 – viene interpolata tra l’attuale Btp benchmark 15 anni marzo 2026 e il Btp novembre 2029, indicando un rendimento nell’area 22/23 punti base sopra quello del 2026, pari a circa il 4,70%, con una cedola del 4,75%.

L’ammontare dell’operazione è attesa inizialmente sui 3-5 miliardi, ma dipenderà dall’interesse degli investitori che – diceva ieri sera una fonte vicina dall’operazione – si prospetta molto forte.

Tassi di interesse: in area Euro salgono gli spread con quello italiano che si è portato sopra i 260 pb e quello spagnolo in prossimità dei 350 pb. L’agenzia di rating S&P ha riportato l’outlook a stabile da negativo per i due paesi con rating massimo rappresentati da Finlandia e del Lussemburgo. S&P ha affermato che i rischi legati alla crisi dell’area Euro restano contenuti e che quindi i due paesi non sono più a rischio di downgrade.

Continua il flusso di emissioni dell’area Euro. Oggi Il Mef ha aperto il collocamento tramite sindacato del nuovo Btp a 15 anni, mentre l’Efsf inizierà oggi il collocamento di un bond a 7 anni. Sul fronte corporate è invece atteso l’emissione di Eni di un bond senior a 3 anni convertibile in azioni Snam per 1,25Mld€.

Il membro della Bce Praet durante un’intervista a Market News ha dichiarato che l’attuale politica monetaria è appropriata, ma è ancora presto per parlare di una strategia di uscita. Le autorità, secondo Praet, resteranno in attesa di verificare i prossimi sviluppi, evidenziando allo stesso tempo che i rischi al ribasso sulla crescita sono prevalenti.

Dal lato macro invece segnaliamo il dato finale del Pil tedesco del 2012 cresciuto dello 0,7% dallo 0,8% atteso da Bloomberg e dal 3% del 2011. Secondo il quotidiano tedesco Handelsblatt, che cita un rapporto del governo che dovrebbe essere pubblicato domani, per il 2013 è attesa un’ulteriore riduzione del Pil che dovrebbe attestarsi allo 0,5%. Ieri si è assistito ad un rialzo dei mercati emergenti spinti dal listino di Shanghai salito ai massimi da 4 mesi.

Questa mattina i future su azionari emergenti sono tendenzialmente in calo sulla scia della negativa performance di Apple e dell’apprezzamento delle valute asiatiche che pesano sulle esportazioni. In calo l’indice coreano, mentre il Sensex (India) ha toccato soglia 20.000 per la prima volta da oltre 2 anni grazie agli acquisti in arrivo dai fondi stranieri. Negli Usa le borse hanno chiuso intorno alla parità nonostante non siano mancati movimenti di rilievo sui singoli titoli.

Apple ha infatti perso il 3,6% in seguito alla notizia che la società avrebbe ridotto gli ordini dei componenti per l’ultimo modello dell’ I-phone, a causa di un calo della domanda; Dell è salito del 13% su voci di buyout. Il governatore della Fed Bernanke ha dichiarato che la banca centrale sta considerando i costi potenziali del piano di acquisto di bond da 85Mld$ e che continuerà a monitorare quanto è efficace il programma. Il governatore ritiene infatti possibile che con il passare del tempo la situazione cambi ed anche l’impatto di tali misure potrebbero variare. Ieri hanno parlato anche Williams, presidente della Fed di San Francisco, secondo cui gli acquisti continueranno anche nella seconda parte dell’anno per combattere la disoccupazione. Lockhart, presidente della Fed di Atlanta, ha dichiarato che anche se finora ha supportato il piano, ulteriori stimoli potrebbero complicare la fase di riduzione del bilancio della Fed. Il presidente Obama ha lanciato un allarme sulla necessità di alzare il tetto sul debito Usa, incolpando il Congresso dell’attuale mancato accordo e difendendo l’operato del Governo.

Valute: euro stabile sopra area 1,33 verso dollaro. Nella giornata di ieri il cross ha toccato area 1,34, i massimi da marzo, ma non è riuscito a superare tale livello che oggi costituisce la resistenza principale. I supporti si collocano ad 1,33 e 1,3250. Yen in apprezzamento sui mercati valutari dopo le parole del ministro dell’economia Amari, secondo cui un eccessivo deprezzamento dello yen potrebbe causare un rialzo dei prezzi delle importazioni. Per questa settimana la resistenza si colloca in area 120, con i supporti collocati a 118,20 e 117,60. Nuovo record da 19 anni per lo yuan cinese in attesa dei dati sulla crescita del quarto trimestre in pubblicazione il prossimo venerdì.

Materie prime: nel complesso la giornata di ieri è stata positiva per le materie prime ad eccezione dei metalli industriali e del bestiame. E’ proseguito il rialzo degli agricoli guidati dalla soia (2,5%) e dal mais (2,2%) su nuovi timori sul lato offerta. Giornata positiva anche per i metalli preziosi con l’oro che tornato ai 1580$/oncia. Segnaliamo che per la prima volta da aprile il prezzo del platino è tornato sopra quello dell’oro dopo che il principale produttore mondiale,Anglo American Platinum, ha annunciato tagli alla produzione. Giornata positiva anche per il brent (1,1%) che comunque resta in prossimità dei prezzi degli ultimi giorni tra 113 e 110$/barile.

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