Preghiera popolare: “Signore, non peggio”

1 Giugno 2017, di Giovanni Falcone

“Testimonianza di fede: “Al peggio non c’è mai fine!”

Quello di credere sempre e comunque in una entità o un dio superiore, avere fede e riporre la massima fiducia nella convinta consapevolezza che il “Signore” rimane l’unico in grado di decidere la sorte di ognuno di noi è cosa frequente e, direi, abbastanza normale.

In tal senso, voglio ricordare una sorta di consuetudine, un modo di dire che, soprattutto in passato, ha accompagnato intere generazioni con il detto: “Signore, non peggio”. Di fronte ad un incidente, una disgrazia, spesso anche grave, si era soliti pronunciare questa espressione, come una sorta di motto permanente del “Signore non peggio”.

L’affermazione voleva intendere che la fiducia e venerazione era totale, senza tentennamenti, secondo l’ottica dell’ottimista e sapendo che non c’è mai limite o fine al peggio.

Verso la fine degli Anni 70, ricordo un mio vicino di casa che, in testa ad un corteo funebre, nel mentre  si accompagnava il feretro della di lui consorte, prematuramente deceduta, udii ripetere a voce alta la fatidica frase: “Signore, non peggio”, laddove un suo parente, di rimando, ebbe a rispondergli:

“Scusa è morta tua moglie e dici pure Signore non peggio…ma ti rendi conto, come poteva andare peggio?”

Certo che poteva andare peggio, rispose: “potevo morire io!!!”