Portogallo dice no all’austerity, verso scontro con le autorità Ue

22 Marzo 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – La svolta anti-austerity del nuovo governo di sinistra del Portogallo non convince l’Unione europea. Che, di tutta risposta, ha aumentato la pressione per raggiungere gli obiettivi di deficit. Il rischio – si legge in un articolo pubblicato su Reuters – e’ che presto si possa arrivare a uno scontro.

Secondo Bruxelles, Lisbona non potra’ raggiungere gli obiettivi di contenimento del deficit puntando solo sulla crescita, che resta debole. L’approvazione del bilancio 2016, la scorsa settimana, e’ – continua l’articolo di Reuters – il tentativo piu’ evidente di svincolarsi dai tagli alle spese imposte durante il bailout concertato tra Unione europea e Fondo Monetario Internazionale. Il bilancio 2016 prevede in particolare una crescita dell’1,8% quest’anno, stima considerata fin troppo ottimistica dagli analisti.

Su questo fronte, come ha riferito pochi giorni fa lo Spiegel, il governo tedesco e la Commissione europea temono che presto il Portogallo dovra’ tornare sotto il riparo del fondo di salvataggio europeo Esm. 

Secondo il settimanale tedesco, Berlino e Bruxelles sono preoccupate del fatto che il Portogallo potrebbe di nuovo avere difficolta’ a finanziare il proprio debito sui mercati. In questo caso sarebbe necessario un nuovo programma di salvataggio per il Paese iberico.

Con con esso, conclude lo Spiegel, il fantasma dell’eurocrisi tornerebbe prepotentemente nell’agenda di Ue e governi, con il rischio di innescare di nuovo contraccolpi sui Paesi economicamente in difficolta’ come Francia e Italia.

Motivo dei timori e’ appunto l’indebolimento delle politiche di consolidamento operato dal nuovo governo di sinistra guidato dal socialista Antonio Costa.