Pop Vicenza: tribunale condona debito a un socio, speranza per migliaia di risparmiatori

30 Luglio 2019, di Alessandra Caparello

Una decisione quella della sezione imprese del Tribunale di Venezia che dà speranze a un migliaio di risparmiatori rimasti incastrati nel meccanismo delle operazioni “baciate” della Banca Popolare di Vicenza e analogamente a quelli coinvolti nelle medesime operazioni di Veneto Banca e di tutte le Popolari ed ex Popolari. La sentenza n. 1758/2019 della sezione Imprese del Tribunale di Venezia, come riporta Il Fatto quotidiano, ha stabilito la nullità delle cosiddette “operazioni baciate”.

Operazioni baciate: cosa sono

Cosa sono? Trattasi di operazioni quali un finanziamento, un mutuo, un prestito o una linea di credito erogati ai clienti a condizione che, in tutto o in parte, servissero anche alla sottoscrizione di azioni della banca.  Le operazioni furono definite “baciate” perché ai clienti che chiedevano prestiti o finanziamenti veniva concesso un ammontare più elevato, o magari un tasso d’interesse più basso, a patto che sottoscrivessero azioni della Pop Vicenza o di Veneto Banca. Il problema è che questi clienti azionisti sono rimasti quasi tutti con il debito, mentre il valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate, si è azzerato con le liquidazioni coatte amministrative delle due banche venete avvenuto con il decreto del 25 luglio 2017. Oltre un migliaio di soci coinvolti per un importo di capitale finanziato di quasi un miliardo di controvalore delle azioni.

Il caso dinanzi al Tribunale

Da qui molti azionisti della Pop Vicenza hanno contestato in giudizio tali operazioni, chiedendone la condanna alla restituzione dell’importo investito o comunque l’accertamento che il rimborso del finanziamento non è più dovuto. Ma finora le sentenze emesse dal Tribunale di Vicenza (la numero 951 del 30 aprile 2019 e la numero 1066 del 9 maggio 2019) sono state a sfavore dei soci. Ora invece il cambio di rotta con la sentenza n.1758/2019 della Sezione imprese del Tribunale di Venezia che ha ritenuto le “baciate” contrarie all’articolo 2358 del Codice Civile che vieta alle società per azioni di finanziare gli acquisti di azioni proprie.
Un divieto che, a detta del Tribunale, si estende anche alle società cooperative, qual era Popolare di Vicenza all’epoca dei fatti, ed in particolare alle banche popolari. Il tribunale in sostanza ha dichiarato nullo un prestito dato in cambio dell’acquisto di azioni e il cliente non dovrà restituirlo. Una sentenza che dà nuove speranze ai risparmiatori visto che potrebbe far scuola ed essere recepita anche da altri tribunali e in altri gradi di giudizio.