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Dopo il caso Eurovita, che ha scosso il settore assicurativo e messo in allarme migliaia di risparmiatori italiani, si sta finalmente muovendo qualcosa di concreto per offrire maggiori tutele a chi investe nei prodotti assicurativi del ramo Vita. Stiamo parlando del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita, una novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2024, che punta a proteggere gli assicurati nel caso in cui una compagnia assicurativa fallisca o venga posta in liquidazione coatta.
Cos’è il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita
Il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita è stato pensato come uno strumento di protezione per gli assicurati, in particolare per coprire situazioni di crisi aziendale che possono mettere a rischio i capitali investiti in polizze vita, piani di accumulo, rendite e altri strumenti del settore.
In pratica, se una compagnia assicurativa dovesse finire in default – come è successo con Eurovita, dove migliaia di clienti sono rimasti per mesi con le polizze congelate – il Fondo interverrebbe per rimborsare gli assicurati, fino a un massimo di 100.000 euro per ciascun avente diritto.
Lo ha spiegato chiaramente anche il Sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, che ha dichiarato:
“Si intravvede finalmente la luce che potrebbe indicare l’avvio dell’attività del Fondo di Garanzia dei rami Vita […] I lavori per la predisposizione dello statuto sono in fase avanzata. Si tratta di un organismo di natura privatistica, interamente finanziato dalle compagnie aderenti e istituito per tutelare gli aventi diritto in caso di liquidazione coatta, con un massimale di 100.000 euro per ciascun assicurato.”
Il Fondo, dunque, non è pubblico e non grava sulle finanze dello Stato: il finanziamento arriva dalle imprese assicurative e, in misura minore, da una parte degli intermediari.
Quanto vale il Fondo e da dove arrivano i soldi
L’obiettivo di dotazione iniziale del Fondo è piuttosto ambizioso: si parla di almeno lo 0,4% delle riserve tecniche Vita, una cifra che, secondo le stime, dovrebbe superare i 3 miliardi di euro.
La ripartizione del finanziamento prevede che:
- almeno l’80% dei contributi sia a carico delle compagnie di assicurazione, calcolati in base agli impegni contrattuali assunti verso gli assicurati e al profilo di rischio delle polizze;
- il restante 20% è a carico degli intermediari assicurativi del ramo Vita, in proporzione al volume di prodotti intermediati e ai ricavi ottenuti.
Tuttavia, è prevista una soglia di esenzione sotto la quale gli intermediari non devono contribuire, per evitare di penalizzare i piccoli operatori.
Il ruolo degli agenti assicurativi
Uno dei temi più dibattuti durante la nascita del Fondo è stato proprio il coinvolgimento degli agenti assicurativi nel finanziamento. Lo SNA (Sindacato Nazionale Agenti di assicurazione) ha espresso più volte la propria posizione, chiedendo che la maggior parte degli agenti – in particolare quelli che non operano nei rami Vita – venisse esclusa dall’obbligo di contribuire economicamente al Fondo.
Lo ha ribadito anche il presidente SNA, Claudio Demozzi:
“Lo Sna ha contribuito e continua a contribuire affinché gli Interessati abbiano presenti le finalità del Fondo e soprattutto il suo finanziamento non gravi sugli agenti professionisti. A suo tempo abbiamo formalizzato la nostra posizione al Governo ed ai vari soggetti coinvolti nell’iter decisionale. Diamo atto al Governo di aver accolto, almeno in parte, le nostre richieste e di aver escluso dai costi di finanziamento del Fondo la stragrande maggioranza degli Agenti, fatta eccezione per quelli specializzati nei rami Vita”.
A che punto siamo?
Al momento, il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita non è ancora operativo, ma i lavori stanno procedendo. Lo statuto è in fase di finalizzazione e si attende che l’intero meccanismo venga approvato e reso effettivo nei prossimi mesi.
L’obiettivo è evitare che si ripetano situazioni come quella di Eurovita, dove il blocco dei riscatti ha generato incertezza, panico e pesanti danni economici per molti cittadini.
L’attivazione del Fondo rappresenta una novità rilevante per il mercato assicurativo italiano. Per la prima volta viene creato un sistema di garanzia sul modello di quello bancario (come il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi), pensato per rassicurare i risparmiatori e rafforzare la fiducia nel sistema.
In un’epoca in cui le polizze vita sono sempre più utilizzate come strumenti di investimento e previdenza, avere una rete di protezione in caso di fallimento dell’impresa assicurativa è una conquista fondamentale per la tutela del consumatore.