Polizze: frena la raccolta nel settore vita. Crescono i profitti per i danni

1 Luglio 2021, di Alessandra Caparello

Il settore assicurativo italiano ha vissuto un anno difficile, ma si è nel complesso mostrato resiliente alla crisi, risultando meno esposto di altri all’effetto puro di tassi e corsi, grazie a un migliore allineamento della durata finanziaria di attività e passività. Così il Presidente dell’Ivass, Luigi Federico Signorini presentando la Relazione Annuale dell’Istituto per la Vigilanza sulle assicurazioni.

Anche nella pandemia, i profitti delle assicurazioni italiane sono pressoché stabili; il RoE medio resta elevato, anche se in leggero calo rispetto al 2019 (dal 12,3 all’11,6 per cento). La sostanziale stabilità complessiva riflette andamenti opposti nei due settori principali, Vita e Danni.

Vita e danni: gli effetti dalla pandemia

Nel settore Vita, in particolare che contribuisce in misura maggiore ai profitti delle compagnie, i profitti sono calati del 20% e anche la raccolta è diminuita, di circa 4 punti percentuali. Il calo della raccolta è stato molto pesante per i prodotti più tipicamente assicurativi, le polizze del ramo I (assicurazioni sulla durata della vita umana: -9,5 per cento). Come contraltare, pur senza arrivare a compensare questo calo, sono cresciuti i premi del ramo III, dove il rischio di investimento ricade sugli assicurati (polizze unit linked: +6,2 per cento).

Nel settore Danni invece, i profitti sono cresciuti del 45%, grazie al comparto della Responsabilità civile auto (RCA). Nei rami diversi dalla RCA, premi, oneri per sinistri e utili sono rimasti nel complesso in linea con quelli dell’anno precedente.
Nel ramo auto, i premi sono diminuiti del 5,5%, ma gli oneri relativi ai sinistri sono calati quasi del 20%, riflettendo la riduzione degli incidenti stradali determinata dalle restrizioni alla circolazione. In percentuale del PIL, i premi sono il 6,1% per i rami vita e il 2% per i rami danni. L’Italia è il 7° paese OCSE per rilevanza del settore vita rispetto al PIL, ma solo il 24° per i premi danni.

Infine dalla relazione emerge che per le autovetture, il premio medio ammonta a 397 euro (-4% sull’anno prima) e sono assicurati 32,1 milioni di veicoli, su cui si registrano 1,4 milioni di sinistri (2,1 milioni nel 2019), per un costo medio di 4.696 euro. Per i ciclomotori e motocicli, il premio medio ammonta a 258 euro (-5%). Sono assicurati 3,9 milioni di veicoli,
su cui si registrano 103 mila sinistri (142 mila nel 2019), per un costo medio di 7.025 euro.