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Con 78 voti favorevoli, nessun contrario e 53 astenuti, il Senato ha approvato in via definitiva il Decreto Legge sulle assicurazioni contro i rischi catastrofali, le polizze Cat Nat.
Il testo, già passato alla Camera, è diventato legge pochi giorni prima della scadenza fissata al 30 maggio. Ma cosa prevede esattamente questo provvedimento e quali obblighi introduce per le imprese italiane?
Cosa sono le polizze Cat Nat
Le polizze Cat Nat (abbreviazione di “catastrofi naturali”) sono assicurazioni obbligatorie pensate per coprire i danni provocati da eventi naturali estremi come terremoti, alluvioni, frane e altri disastri naturali. In pratica, queste polizze tutelano il patrimonio fisico delle aziende – quindi terreni, fabbricati, impianti, macchinari e scorte – nel caso in cui eventi imprevedibili e violenti provochino danni rilevanti.
L’obiettivo del legislatore è quello di rendere il sistema produttivo italiano più resiliente, evitando che le aziende, in particolare quelle situate in aree a rischio, si trovino impreparate e prive di protezione finanziaria in caso di calamità.
Chi è obbligato a stipularle
Il nuovo decreto recepisce la proroga approvata in extremis a fine marzo e stabilisce chiaramente chi deve sottoscrivere le polizze Cat Nat e quando:
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Grandi imprese: devono stipulare l’assicurazione entro il 30 giugno 2025, con l’obbligo pienamente in vigore a partire dal 31 marzo 2025.
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Medie imprese: il termine per la sottoscrizione è prorogato al 1° ottobre 2025. Questo dà più tempo alle aziende per adeguarsi, anche in considerazione dei costi e della complessità del mercato assicurativo.
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Piccole e microimprese: per questa categoria la scadenza è fissata entro la fine del 2025, tenendo conto della loro maggiore vulnerabilità finanziaria.
Le imprese dovranno dimostrare di essere in regola con la polizza per poter accedere a determinati benefici o fondi pubblici in caso di eventi calamitosi.
Le novità del testo approvato in Senato
Il nuovo decreto sulle assicurazioni obbligatorie contro i rischi catastrofali, disciplinato dal D.M. 18/2025, prevede che gli immobili abusivi non siano coperti dall’obbligo assicurativo. In altre parole, non è necessario stipulare una polizza per edifici costruiti senza autorizzazioni o in presenza di abusi edilizi successivi alla realizzazione dell’immobile.
Tuttavia, un emendamento al testo introduce alcune eccezioni importanti. L’assicurazione resta obbligatoria per:
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Immobili costruiti o ampliati con regolare titolo edilizio;
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Edifici ultimati in epoche in cui non era ancora richiesto un permesso di costruire;
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Immobili già oggetto di sanatoria o con procedura di condono in corso.
Polizze Catastrofali, le critiche dell’opposizione
Nonostante l’approvazione definitiva in Senato, il decreto che introduce l’obbligo di assicurazione contro le catastrofi naturali per le imprese non ha convinto le opposizioni. I principali partiti, pur non votando contro, si sono astenuti, evidenziando diverse perplessità.
La senatrice del Partito Democratico, Beatrice Lorenzin, ha criticato l’approccio del governo, accusandolo di «intervenire a valle» del problema, scaricando sui privati un onere economico importante. Secondo Lorenzin, invece di limitarsi a rendere obbligatorie le polizze, sarebbe stato più utile affiancare una strategia di prevenzione strutturale, attraverso la creazione di un fondo nazionale per la messa in sicurezza del territorio.
Il governo, ha sottolineato ancora la senatrice dem, ha spesso sottovalutato i rischi legati al cambiamento climatico, per poi varare un’intera normativa basata proprio su quei rischi. Un’incoerenza che, secondo l’opposizione, indebolisce l’efficacia dell’intervento.