Politici, ottimi bugiardi perchè “sono convinti di dire il vero”

18 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – I politici sono degli ottimi bugiardi perché, in primo luogo, riescono a convincere loro stessi che stanno dicendo la verità: sono insomma i primi a credere nelle loro fandonie, ed è questo il motivo per cui ingannano tutti: d’altronde i migliori bugiardi sono quelli che non si rendono conto che stanno mentendo.

E’ quanto trapela da un nuovo studio italiano riportato dal Daily Mail che ha analizzato tutte le grandi menzogne politiche, dal Watergate, alle armi di distruzione di massa. Nell’articolo del Daily Mail, compare anche la foto dell’ex premier Silvio Berlusconi.

Esemplare la convinzione degli Stati Uniti sulla presenza di armi di distruzione di massa in Iraq; passando ai casi individuali, la dottoressa Anna Galeotti cita i casi dei presidenti degli Stati Uniti Bill Clinton – che ha negatodi avere una relazione con Monica Lewinsky – e Richard Nixon – che ha reclamato la propria innocenza per lo scandalo Watergate – ; a suo avviso entrambi erano totalmente convinti della loro tesi e della loro innocenza da avere la pretesa di poter ingannare anche gli altri.

“L’auto inganno, o meglio ancora l’arte del credere in qualcosa, semplicemente perché si è convinti sia vera nonostante l’evidenza indichi il contrario, è un aspetto che caratterizza soprattutto i leader politici” ha dichiarato la dottoressa.

“Un leader carismatico è convincente in proporzione alle sue convinzioni; un cinico, bugiardo o egoista è più facilmente riconosciuto e difficilmente può diventare un leader carismatico”.

Solitamente chi diventa un leader politico di successo è chi ha sviluppato maggiori capacità di illudersi e di credere alle proprie menzogne:

“Alcuni psicologi evoluzionisti sostengono che gli esseri umani abbiano sviluppato sofisticate abilità nel riuscire a mentire, in modo tale da risultare più efficienti nell’ingannare gli altri; di conseguenza il modo più efficiente di ingannare gli altri è proprio quello di credere alle proprie bugie”.