Politica: “Insieme”, la parola d’ordine per sopravvivere!

1 Luglio 2017, di Giovanni Falcone

Mentre l’ex sindaco di Milano – al secolo Giuliano PISAPIA – rivuole la reintroduzione dell’art.18 cancellato con la riforma del lavoro dal Jobs Act, Pierluigi BERSANI ha detto di darsi da fare, “è finito il tempo quando si pettinavano le bambole”.

Grandi, ma che dico grandissimi!

Due statisti in servizio permanente effettivo da almeno un quarto di secolo, le cui ambizioni sono oggi concentriche e insieme ai vari CUPERLO, ORLANDO e una miriade di sterpaglie in circolazione, dicono di guardare al futuro, ma vogliono tornare indietro, al passato, quando la parola d’ordine era aprire tavoli e parlare, parlare, parlare e, se non si era d’accordo su nulla – come accadeva spessissimo – rinviare a data da destinarsi.

Una volta non si decideva, non ci si assumevano responsabilità e fare politica era più facile. Delle riforme costituzionali, beninteso se ne parlava, ma alla fine non interessavano a nessuno: 65 Governi in 70 anni e qual è il problema, si è vissuti lo stesso e non è morto nessuno!

Le Riforme che tutti i Paesi del mondo fanno e noi siamo fermi al palo a parlare, parlare, parlare e dove sta il problema?

L’importante dice il nuovo verbo dell’oracolo PISAPIA, CUPERLO, ORLANDO e BERSANI che ho citato prima: l’importante è stare uniti, perché uniti si vince e non si può regalare il Governo dell’Italia al centro destra.

Anche PRODI, con l’esperienza dell’Ulivo vinceva e poi? Un disastro della natura: i ministri – Bertinotti, Diliberto docet – la mattina firmavano i provvedimenti del Governo mentre il pomeriggio protestavano in piazza in attesa della successiva “scomparsa” con la esperienza dell’Arcobaleno.

Governare l’Italia è un’altra cosa e nella realtà non interessa a nessuno, l’importante è stare uniti, INSIEME  per l’appunto e conservare le poltrone. Si è fatto sempre così ed è andata bene, questi signori statisti della preistoria vogliono continuare a vivere nel terzo millennio, anche senza idee, senza visione di futuro, senza assumersi responsabilità alcuna, senza metterci la faccia.

Ora che hanno deciso di smettere di “pettinare le bambole” mi vengono i brividi su cosa penseranno, quale trovata speciale per incantare il popolo, le masse: mistero dei misteri!

L’Italia sta uscendo dalla palude, sia pure con tanta difficoltà e l’ISTAT, proprio in questi giorni ci certifica i posti di lavoro in crescita, un Prodotto interno lordo in aumento oltre le aspettative del Fondo Monetario Internazionale.

Niente, non servono, secondo questi soloni sono dati che non dicono niente e, a discapito di quello che hanno certificato oltre il 70% degli iscritti al Partito democratico, RENZI deve scomparire e se lo chiama qualcuno dall’alto ancora meglio.

Ebbene, il popolo del SI, quello del 41% che si è espresso per il cambiamento dell’Italia, quello che vuole meno burocrazia e meno corruzione, un Paese più semplice, con meno costi della politica e processi amministrativi più semplici nel funzionamento della Pubblica amministrazione osserva e aspetta, in Stand by.

Intanto, AVANTI TUTTA, l’Italia non può più attendere!