Pimco rivela: bassa esposizione al debito di Italia e Spagna

3 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – In situazioni di estrema difficolta’ come quella che l’area euro e il mondo intero sta vivendo, gli investimenti mancano, ma gli operatori di borsa e dei mercati obbligazionari anziche’ farsi prendere dal panico dovrebbero semplicemente fare come Pimco: avere un approccio improntato alla cautela. In attesa di ricevere indicazioni provenienti – ad esempio – dal vertice del G-20 di Cannes, che potrebbe rivelarsi l’ennesima delusione, ma anche il passaggio cruciale verso l’uscita dal tunnel della crisi.

Prima di prendere rischi i mercati esigono dettagli per capire come avverranno ricapitalizzazione le banche piene di titoli a rischio in portafoglio, come verra’ attuata la svalutazione del debito greco e come verra’ ristrutturato il fondo salva stati.

Per quanto riguarda il caso Italia, le riforme del governo italiano sono per ora giudicate insufficienti, ma il maxi emendamento dovrebbe essere solo il primo passo verso il progetto di riforme promesse alla Bce, secondo quanto riferito oggi dal sotto segretario Stefano Saglia a Sky tg 24.

Da agosto la Bce ha comprato 70 miliardi di euro in debito italiano, ma questo non e’ servito a tenere il rendimento del decennale italiano sotto la soglia di pericolo del 6%. Oggi lo yield ha raggiunto il 6,4% dopo aver chiuso ieri in area 6,16%.

“I fondamentali non sono cambiati. L’Italia e’ in una posizione piu’ solida degli altri Piigs. Il problema e’ la crescita e la credibilita’ delle riforme per rilanciarla”, ha commentato ai microfoni di Class CNBC Alessanro Gandolfi, responsabile per l’Italia di Pimco, il gestore di fondi americano controllato dal gruppo Allianz e guidato da Mohamed El Erian e Bill Gross.

La posizione di investimento del fondo in Italia non e’ cambiata. “Non siamo esposti al debito di Irlanda Grecia e Portogallo, mentre su Spagna e Italia abbiamo posizioni di sottopeso molto caute. Stiamo chiaramenti attenti alla volatilita’, che incomincera’ a essere una preoccupazione maggiore rispetto a quella vista finora”.

Gli interessi sopra il 6% sono attraenti per pochi investitori, altrimenti ovviamente non si vedrebbe la tensione che si respira ultimamente. “Abbiamo visto che la Banca centrale deve intervinire, ma se non lo fa evidentemente non li guidica attraenti”.

“Occorre che diventi piu’ credibile sia l’Italia, sia l’area euro, la quale deve diventare un’unita’ monetaria, politica e fiscale”. A quel punto allora si, osserva Gandolfi, che i titoli di stato diventerebbero attraenti a questi livelli.

Quando nessuno investe difficilmente c’e’ crescita e viceversa. E’ un circolo vizioso che va fermato al piu’ presto. “Bisogna rimettere in moto la crescita e permettere alle banche di fare investimenti”, ha ricordato il responsabile del maggiore fondo obbligazionario al mondo.

“La Bce dovra’ continuare a sostenere la liquidita’ dei titoli di stato italiani e spagnoli, ma per doverlo fare ha bisogno di risposte forti da parte di questi paesi”, continua Gandolfi, precisando che servono riforme strutturali per rimettere in moto la crescita di questi paesi e servono subito. A quel punto si che si potra’ arrivare a un’integrazione fiscale, che renderebbe i rendimenti alti visti di recente una buona scommessa. Ma per ora meglio avere un atteggiamento molto cauto, come dimostra la sotto esposizione dello stesso Pimco al debito sovrano iberico e italiano.