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Pimco: potete tornare a investire sui mercati emergenti

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La diffidenza verso le piazze dei mercati emergenti è comprensibile, ma al momento le opportunità d’investimento a prezzi scontati fanno dei titoli EM un affare per una prospettiva di lungo periodo: lo afferma con convinzione Christopher Brightman, chief investment officer per la Research Affiliates, da più di dieci anni adivisor di Pimco, uno dei più grandi fondi obbligazionari su scala globale. In una nota Brightman mette in luce come le azioni e le obbligazioni dei paesi emergenti risultino sottovalutate rispetto ai prezzi storici e alle alternative disponibili: “L’esodo dai mercati emergenti è un’opportunità meravigliosa – e con buona probabilità l’acquisto del decennio per l’investitore di lungo termine”.
Al momento tutto sembra remare contro la gran parte dei mercati emergenti, in questo momento alle prese con una varietà di problemi, come il calo del prezzo delle commodity, le tensioni geopolitiche, il rallentamento della domanda globale: l’indice MSCI Emerging Markets in un anno ha ceduto il 7%. Particolarmente colpite sono l’economia del Brasile e della Russia, entrambe in recessione, mentre la Cina rallenta, anche se sulla morbidezza dell’atterraggio del Dragone è difficile formulare previsioni. Tuttavia Brightman ritiene che snobbare gli asset dei mercati emergenti e cedere alla diffidenza, sarebbe un errore:

L’offerta di alti rendimenti, di trend demografici favorevoli, di forti prospettive di crescita nella produttività, e nella qualità del credito a lungo termine, rendono assai attraenti le asset class dei mercati emergenti.

Anche l’analisi fondamentale ottenuta dal prezzo attuale dei titoli divisa per la media decennale degli utili reali conseguiti (lo Schiller P/E) mostra come le prospettive di guadagni futuri siano particolarmente rosee: “Il ritorno cumulato in cinque anni è un impressionante 118%”, conclude Brightman.

Fonte: Cnbc