Pimco: per capire come butta, guardate al fatturato, non agli utili

20 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Ci vorranno anni prima che il ciclo di de-leveraging ritorni ad essere favorevole, nel frattempo non mancheranno i momenti difficili e di sofferenza.

Gli investitori non sono soddisfatti dall’inizio della stagione delle trimestrali perche’ non si accontentano piu’ di vedere utili solidi, indicazione di salute sul breve termine. Vogliono la prova di una crescita duratura, come solo i ricavi puo’ garantire.

La carenza di risultati convincenti e di un incremento sostenuto come l’anno scorso alla voce fatturato ha alimentato i timori che l’economia non sia ancora riuscita a mettersi alle spalle la recessione. Ci vorra’ ancora del tempo prima che gli Stati Uniti possano ufficialmente mettere nel dimenticatoio la crisi.

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Con questo concetto Mohamed El-Erian, AD del maggiore fondo obbligazionario al mondo, ha voluto commentare l’ultima serie di avvenimenti in Usa. “Il mercato sta dando un segnale molto chiaro. Sta dicendo: ‘Concentriamoci sul fatturato. Non basta concentrarsi sugli utili, perche’ non vogliamo vedere il contenimento dei costi una tantum. Quello che vogliamo vedere e’ una crescita dei ricavi, perché vogliamo vedere guadagni sostenibili nel tempo e le società questo per il momento non sono riuscite a garantirlo'”.

El-Erian e’ intervenuto ai microfoni dell’emittente Usa CNBC in una giornata che vede Wall Street pagare dazio sulla scia di una serie di deludenti report trimestrali. Ad aver fatto peggio del previsto in fatto di ricavi sono state ad esempio bluechip del calibro di Johnson & Johnson e Goldman Sachs.

Entrambe le imprese hanno pubblicato risultati che nel secondo trimestre hanno fatto meglio delle stime sul fronte dei profitti, ma peggio delle aspettative per quanto riguarda le entrate.

“Il mercato deve riassestarsi sui prezzi che coincidano con questa nuova realta’, ovvero che per un po’ la crescita dei ricavi rimarra’ immutata, almeno fino a quando non sara’ concluso il processo di deleveraging”, ha osservato il manager, precisando che non si puo’ fare affidamento sulle mosse della Fed.

“Non ci si puo’ aspettare che la banca centrale faccia cosa incredibili. I tassi di interesse sono fermi in un’area prossima allo zero e il massimo che la Fed puo’ fare e’ segnalare che staranno su quei livelli ancora per tanto tempo. Un’altra misura che puo’ intraprendere e’ tornare a comprare asset. Ma cio’ avrebbe conseguenze collaterali e provocherebbe danni involontari”.

Washington puo’ invece fare qualcosa: affrontare il problema principale, che sta mettendo un freno alla crescita, ovvero la disoccupazione. Finora l’amministrazione si e’ mossa senza troppa convinzione o prontezza.