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Pil, Usa ed Eurozona procedono ancora a velocità ben diverse

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L’andamento dell’economia continua a procedere a due velocità ben distinte fra Eurozona e Stati Uniti, complice lo stadio più avanzato raggiunto nel primo trimestre sul fronte delle vaccinazioni. Secondo i dati Eurostat, l’Eurozona ha ceduto il -1,8% della crescita anno su anno nei primi tre mesi dell’anno, contro una crescita positiva negli Stati Uniti dello 0,4%. Una ripresa, quella americana, trainata dai consumi (+10,7% trimestre su trimestre) e dalla spesa pubblica (+6,3%), mentre risultano ancora in frenata gli investimenti (-5%).

In termini congiunturali (ossia a confronto con il trimestre precedente) il Pil dell’Eurozona ha ceduto lo 0,6% mentre gli Stati Uniti hanno guadagnato il 6,4%.

Nel Vecchio Continente l’economia retrocede con velocità ben distinte fra i vari stati membri. “In Francia il risultato è stato positivo”, commenta Oxford Economics, “con un Pil in espansione dello 0,4% congiunturale [+1,5% anno su anno], mentre in Italia e in Spagna
l’attività economica è stata influenzata solo marginalmente, con Pil che si è contratto rispettivamente dello 0,4% e dello 0,5% [-1,4% e 4,3% anno su anno]”.

Non si tratta di risultati particolarmente inattesi, secondo Oxford Economics, per la quale “la principale sorpresa negativa è arrivata dalla Germania, dove il Pil è diminuito dell’1,7% congiunturale nel trimestre [-3% anno su anno]”.

 

“Nel complesso, l’economia [europea] nel primo trimestre si è dimostrata meno elastica alle restrizioni rispetto alla primavera scorsa”, ovvero meno influenzata dai lockdown,
“e ha potuto operare a livelli quasi normali”, ha scritto Oxforf Economics. “Guardando al futuro, notiamo che l’attività ha recuperato costantemente quest’anno, parallelamente a una forte ripresa nell’introduzione dei vaccini e al graduale allentamento delle restrizioni”.

Intesa: per la ripresa in Italia rischi al rialzo

Secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo una serie di fattori portano a pensare che per il Pil italiano un’accelerazione sia dietro l’angolo. “Riteniamo che si siano ridotti i rischi al ribasso sulla nostra previsione di un ritorno in positivo del Pil nel trimestre in corso; anzi, si profilano rischi al rialzo sull’entità del recupero atteso nella seconda metà dell’anno”, si legge in un rapporto della banca che cita il crescente ritmo della campagna vaccinale e il “potenziamento” del Recovery plan fra i fattori che fanno ben sperare per i prossimi mesi.