Pil Italia corre nel terzo trimestre, più veloce della Germania

29 Ottobre 2021, di Mariangela Tessa

Prosegue nel terzo trimestre la ripesa del Pil Italia, che si conferma più veloce della media dei paesi dell’eurozona. Tra luglio e settembre, l’Istat stima che il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia aumentato del 2,6% rispetto al trimestre precedente e del 3,8% in termini annuali.
L’Istituto di statistica, precisando come i tre mesi in esame abbiano avuto tre giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al terzo trimestre del 2020.

Pil Italia al 6,1%

Le previsioni odierne arrivano dopo un primo trimestre debole (+ 0,1% rispetto al trimestre precedente; -0,8% nei confronti del primo trimestre del 2020) e un secondo trimestre boom ( +2,7% su base congiunturale e + 17,3% su base tendenziale).

La variazione acquisita per il 2021, comunica l’Istat, è pari a +6,1%.

La crescita del Pil italiano si confronta più veloce di quello reostato dalla media dei paesi della zona euro sia a livello congiunturale (+ 2,2% eurozona), sia a livello annuale (+ 3,7% nella zona euro). L’Italia fa meglio della Germania (+1,8% congiunturale; +2,5% tendenziale).

In termini settoriali, secondo l’Istat, la variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e di un aumento sia in quello dell’industria, sia in quello dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta.

“Dopo un secondo trimestre del 2021 in forte recupero, nel terzo trimestre dell’anno l’economia italiana ha registrato una crescita ancora molto sostenuta. Il risultato ha beneficiato, per il secondo trimestre consecutivo, di un forte recupero del settore dei servizi di mercato, il più penalizzato dalla crisi, e di una crescita dell’industria” scrive l’Istat a commento dei dati del prodotto interno lordo relativi al periodo luglio-agosto-settembre.

Inflazione in corsa al 2,9%

Vola intanto l’inflazione. Secondo le stime preliminari dell’Istat, a ottobre l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,6% su base mensile e del 2,9% su base annua (da +2,5% del mese precedente).

In questo caso, si tratta di un’accelerazione dei prezzo meno marcata dell’area euro: +4,1% annuo (+0,8% su mese) dal 3,4% di settembre stando alle stime flash appena diffuse da Eurostat.

Tornando all’Italia, l’ulteriore accelerazione, su base tendenziale, dell’inflazione è in larga parte dovuta, anche nel mese di ottobre, ai prezzi dei Beni energetici (da +20,2% di settembre a +22,9%) sia a quelli della componente regolamentata (da +34,3% a +37,0%) sia ai prezzi di quella non regolamentata (da +13,3% a +15,0%).

A ottobre accelerano i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +0,9% a +1,2%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,6% a +3,2%).