Pil Italia: allarme Confindustria: “nuova recessione a fine anno”

23 Novembre 2020, di Mariangela Tessa

Non solo sembrano ormai definitivamente sfumate le speranze di una ripresa economica di fine anno. Ma c’è chi, come Confindustria, non esclude per l’Italia “una nuova caduta in recessione”.

Questo perché nelle ultime settimane “sono peggiorati i servizi ma anche nell’industria si è arrestata la risalita” sostiene il centro studi di Viale dell’Astronomia (CSC) nella Congiuntura Flash, secondo cui “la domanda interna è fragile, l’occupazione si è già fermata, le imprese hanno più debito. Solo l’export era in risalita, ma la pandemia minaccia il secondo stop agli scambi mondiali”.

“Le recenti misure restrittive per arginare l’epidemia – spiega il Csc – inducono a stimare che nel quarto trimestre si avrà di nuovo un Pil in calo. L’impatto sull’economia italiana dovrebbe essere contenuto rispetto al crollo nel primo e secondo trimestre (-17,8%), dato che molti settori produttivi restano aperti. Ciò avviene subito dopo il forte rimbalzo nel III (+16,1%), che aveva riportato l’attività al -4,5% dai livelli pre-Covid”.

In compenso, notizie positive arrivano sul fronte dello spread. L’analisi mette anche in evidenza come il tasso sovrano in Italia sia rimasto basso (0,66% medio il Btp decennale a novembre), “nonostante qualche volatilità”.

 “Una buona notizia – sottolinea la nota – rispetto al balzo di marzo, quando l’Italia era percepita come più rischiosa”.

Rallenta anche l’Eurozona

Dopo il rimbalzo del Pil nel III trimestre (+12,6%), si è avuta una frenata a ottobre: il pmi composito è sulla soglia neutrale di 50 e il sentiment è fermo lontano dalla media storica.

“Ciò – spiega il Csc – è sintesi di dinamiche divergenti: negativa per i servizi, dove è atteso un ulteriore calo di domanda, per le nuove restrizioni; buona per l’industria, che è sostenuta da un ricco portafoglio ordini. In Germania l’impennata della produzione industriale ha alzato di 5 punti l’utilizzo degli impianti”.

Secondo ondata minaccia nuovo stop al commercio

Con la seconda ondata della pandemia di Covid, è previsto un nuovo stop del commercio mondiale a fine 2020.

“Il recupero del commercio mondiale (-3,5% in agosto su fine 2019) è atteso proseguire qualche mese – evidenzia l’analisi – ai massimi le spedizioni di container a settembre, sopra 50 gli ordini esteri globali in ottobre (Pmi). Ma, con la seconda ondata di pandemia, è previsto un nuovo stop a fine 2020″ stima il Centro Studi di Confindustria nella Congiuntura Flash.

Sul fronte delle esportazioni, la nota rileva che “l’export di beni è rimbalzato del 30,3% nel III trimestre (-3,2% dai valori di febbraio)”, con il recupero che “ha riguardato tutti i principali tipi di beni e, con ritmi diversi, i maggiori mercati”.

ABI: elevata incerta sulla ripresa

Non solo il quarto trimestre debole, ma anche “una elevata incertezza sui tempi della ripresa”. È quanto sottolinea direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, che nel corso del’audizione alle Commissioni Bilancio congiunta sulla legge di Bilancio, ha spiegato:

“Pur nelle prospettive positive date dai progressi sulla via dei trattamenti sanitari, siamo ancora davanti ad una sfida estremamente difficile, in cui i margini di incertezza sui tempi della ripresa sono elevati ed è difficile prevedere quanti e quali effetti di lungo periodo l’emergenza sanitaria e la crisi economica avranno sulle scelte di consumo e di investimento. Le conseguenze sul piano sociale e finanziario sono state finora efficacemente mitigate dall’azione convergente delle politiche fiscali a livello nazionale, della politica monetaria europea e – per quanto riguarda nello specifico il settore bancario – della flessibilità delle politiche regolamentari e di vigilanza. Le misure tempestivamente attivate dalle istituzioni italiane ed europee hanno consentito finora di mitigare gli effetti della crisi sulla qualità del credito in Italia, mentre la flessibilità regolamentare ha consentito di massimizzare le risorse disponibili convogliandole verso il credito all’economia”.