Pictet: Usa non lontani dalla recessione

19 Dicembre 2017, di Alberto Battaglia

Un indicatore non privo di significati metaforici potrebbe prefigurare la durata dell’attuale fase espansiva dell’economia statunitense, giudicata “frizzante”, schiumosa, ovvero nella sua fase avanzata. Le importazioni di champagne francese, ha notato l’asset manager svizzero Pictet, si sono rivelate nel caso delle ultime due recessioni americane, in grado di anticipare, per così dire, l’arrivo della crisi finanziaria.

“La nostra opinione”, scrive l’economista di Pictet, Thomas Costerg, “è che l’espansione potrebbe continuare ancora per un po’”: dal 2009 il Pil Usa ha raggiunto un incremento medio annuo del 2,2% e “non ci sono segni particolari di surriscaldamento degli investimenti (un’espansione a ‘bassa densità’).


Arrivando a trattare della curiosa associazione con le bollicine francesi, Costerg descrive l’eccesso di sicurezza come una possibile causa di “decisioni inefficaci negli investimenti, con possibili ripercussioni economiche in seguito”.

Le importazioni di champagne, pur “senza voler estrapolare troppo da questi dati”, sono cresciute del 15% nei primi 10 mesi dell’anno, e arriveranno ai 700 milioni nel 2017. Dal 2010 la crescita delle importazioni di questo bene di lusso è cresciuta in termini nominali dell’8,4% contro il 3,5 del Pil nominale.

“È un ricordo del fatto l’economia americana inizia a essere schiumosa in alcuni segmenti; nessuna recessione è in vista, ma siamo decisamente nella fase avanzata del ciclo”. La buona notizia, aggiunge l’economista è che a livello aggregato il bilancio delle famiglie risulta “abbastanza in forma”.