Piccole banche italiane fanno gola ai fondi internazionali

24 Aprile 2018, di Alessandra Caparello

Un fiume di denaro, quasi 1 miliardo di euro, che finirà nelle casse di banche piccole o piccolissime. Da dove arriva? Dai fondi internazionali che negli ultimi tempi hanno manifestato grande interesse per le banche italiane.

A raccontare qualche esperienza in tal senso è il Corriere della Sera. Tra i vari fondi che hanno investito in piccole banche si fa il nome soprattutto di Spaxs che ai più non dice nulla se non fosse che dietro c’è l’ex ministro dello Sviluppo economico nell’esecutivo di Mario Monti, ed ex di Intesa SanPaolo e di Poste Italiane, Corrado Passera. Attraverso proprio Spasx, Passera ha acquistato Banca Interprovinciale, con sede a Modena, nove anni di vita, 7 filiali e 62 dipendenti, e che prima di agosto si troverà proiettata in Borsa.

“E’ una start up bancaria che parte quasi da zero e che vuole colmare un bisogno di credito solamente in parte soddisfatto, perché molte pmi continuano ad avere difficoltà nel raccogliere le risorse necessarie allo sviluppo del loro business”.

Oltre a Passera il mercato secondario del credito tricolore interessa anche ad altri che hanno scovato così diverse opportunità. Come Sc Lowy, gruppo bancario e finanziario internazionale fondato da Michel Lowy con sede a Hong Kong, che ha messo 50 milioni di euro nel Credito di Romagna.

O ancora il fondo irlandese Trinity, a sua volta controllato da Attestor capital che ha messo mano sulla quotata Bim-Banca Intermobiliare, appena uscita dalla liquidazione coatta amministrativa di Veneto Banca. Da ultimo la panamense Barents ha firmato venerdì 20 un memorandum che la porterà all’acquisizione della Banca del Fucino, dei principi Torlonia, attraverso un aumento di capitale da 55 milioni di euro.