Piazza Affari stressata spera nel week-end

7 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Si conclude una settimana di passione per Piazza Affari, che dopo l’ampio arretramento della vigilia accusa oggi altrettante perdite per mettere a segno un calo settimanale sui principali indici di oltre il 12%. Da segnalare poi lo stop alle contrattazioni da parte di Borsa Italiana nel pomeriggio per alcuni problemi tecnici. Sembra proprio che ci sia il malocchio sulla piazza milanese, ma volgendo lo sguardo in Europa notiamo che il panic selling ha travolto i mercati finanziari mondiali, Wall Street compresa. Nel frattempo Obama ha detto che le autorità stanno valutando la volatilità di ieri poichè il tonfo dei mercati sembra dovuto a “inconsueti” movimenti. La parola dominante tra gli operatori è incertezza, che causa nervosismo e ondate irrefrenabili di vendite senza spiegazioni oggettive. Si è vero, lo scenario in Europa non è poi così buono, visto i problemi di debito della Grecia ma le rassicurazioni su un possibile effetto domino sugli altri membri europei sono state davvero molte. Stamane a dare man forte agli investitori italiani ci ha pensato nuovamente Moody’s. L’agenzia di rating dopo aver provocato ieri il panico, dichiarando che il rischio contagio esiste e ne fa parte anche l’Italia, oggi, torna sui suoi passi dicendo che è scarso il pericolo del Bel Paese di veder peggiorare la situazione sul fronte del debito pubblico. Moody’s conferma un outlook sul rating dell’Italia “stabile” per il 2010. Secondo l’agenzia, al nostro Paese è richiesto uno sforzo limitato per tenere sotto controllo il debito pubblico. L’Italia non è dunque in prima linea sul fronte della crisi attuale che colpisce i deficit statali, come non lo è stata durante la crisi finanziaria, grazie alla minore esposizione delle banche. Nel frattempo cresce l’attesa per il vertice tra i capi di Stato dei paesi membri dell’Ue che si terrà tra poco a Bruxelles. Sul mercato valutario l’euro subisce un altro smacco portandosi sotto quota 1,27 usd. Il tanto atteso dato Usa sulla disoccupazione a stelle e strisce sembra aver contribuito solo in pare ad affossare il cross eur/usd. In particolare, ad aprile gli occupati non agricoli hanno registrato un aumento di 290 mila unità, contro le 200 mila stimate dagli analisti. Cresce anche il tasso di disoccupazione al 9,9% dal 9,7% precedente e del consensus. Giù anche il petrolio, con il Wti a 75,75 dollari al barile mentre l’oro scivola a 1.194 dollari l’oncia. Il Ftse All Share archivia gli scambi con un ribasso del 3,16% a 19.500 punti mentre il Ftse Mib arretra del 3,27% a 18.846 punti. Il FTse Mid Cap scivola del 2,43% ed il Ftse Star del 2,26%. In netto ribasso anche il future sul Fib con scadenza giugno che termina le contrattazioni a 18.450, dopo aver toccato un minimo intraday a 17.910 punti. Tutto rosso il paniere Ftse Mib, eccezion fatta per Ubi Banca che registra una modestissima risalita. Male le altre banche, dopo il crollo della vigilia. Giornata nera soprattutto per Italcementi ed Azimut, con quest’ultima che ha registrato ad aprile in Italia una raccolta positiva, ma in forte calo rispetto al mese precedente. Italcementi soffre invece dell’ampliamento dell’utile trimestrale. In forte calo anche Exor, Pirelli e Fiat, con la lista dei titoli in perdita tra il 3,5% ancora piuttosto lunga. Nel Midex pesano soprattutto i media come Rcs e l’Espresso. Bene invece Marr. Sul completo cedono oltre il 10% Crespi e Pramac.