Piazza Affari sconta incertezze su debito europeo in attesa PIL USA

30 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Nulla di fatto a Piazza Affari, che si conferma debole a metà seduta in una giornata inziata col piede sbagliato. Prima lo scivolone di Tokyo in scia al calo della produzione industriale che, a quanto stimato dalle autorità competenti, continuerà a peggiorare anche a settembre e ottobre. Poi è giunta come un fulmine a ciel sereno la decisione di Moody’s di tagliare il rating del debito sovrano della Spagna a causa dell’indebolimento della crescita del Paese e del progressivo deterioramento della situazione del debito. Il mercato continua inoltre a fare i conti con le vicissitudini del governo irlandese alle prese con il salvataggio dell’Anglo Irish Bank, che dovrebbe costare qualcosa come 34 mld di euro addizionali, facendo salire a quota 50 mld il costo totale degli aiuti finora concessi al sistema. Qualche buona notizia non è comunque mancata e, come al solito, ha avuto ad oggetto la Germania. Il tasso di disoccupazione alemanno è infatti sceso inaspettatamente al 7,5% grazie ad un calo superiore alle attese del numero di disoccupati. Tra gli altri dati macro in agenda oggi la Zona Euro ha stimato l’inflazione in accelerazione nel mese che sta per concludersi, mentre il Italia i prezzi al consumo sono risultati in calo su base mensile, in aumento dell’1,6% su anno. I riflettori si spostano ora oltreoceano con l’avvio di Wall Street, che l’andamento debole dei futures a stelle e strisce preannuncia in rosso, sempre che la lettura finale del PIL del secondo trimestre in arrivo alle 14.30 non riservi qualche sorpresa. Gli analisti lo stimano all’1,6%, come nella seconda realease, quando era stato rivisto pesantemente al ribasso, ma molto meno delle attese, rispetto al +2,4% iniziale. Alla stessa ora verranno diffuse anche le richieste di sussidi alla disoccupazione, mentre alle 15.45 sarà la volta del PMI di Chicago. Tra le principali valute l’euro si conferma stabile nei confronti del dollaro a 1,3650 usd mentre le banche centrali combattono una guerra fredda in cerca di nuovi equilibri sul mercato dei cambi. Tra le commodities il petrolio si rafforza a 78,45 dollari al barile dopo il calo delle scorte USA superiore alle attese, mentre l’oro resta stabile sui livelli record. L’indice Ftse All Share segna una limatura dello 0,34%, il Ftse Mib dello 0,35%. Prevalgono i segni meno sul paniere principale, che vede al momento Telecom Italia in fondo al listino in scia ad un downgrade sul settore tlc europeo. Miste le banche con vendite concentrate soprattutto su Intesa Sanpaolo e il Banco Popolare. Quest’ultima non riesce a vedere la luce dopo la debacle della vigilia su rumors che la vedevano prossima ad una ricapitalizzazione, nonostante le smentite di ieri sera. A peggiorare la situazione è intervenuta oggi Deutsche Bank con un downgrade sul titolo. Positiva Unicredit in attesa di conoscere il successore di Alessandro Profumo. Il nome più papabile emerso oggi dai media di tutto il mondo sarebbe Federico Ghizzoni. In allungo la Fiat dopo che il top manager di Volkswagen ha confermato un interesse, pur se non immediato, per l’Alfa, tessendo lodi nei confronti del marchio. Intanto Luca Cordero di Monezemolo spende parole ottimiste sull’andamento presente e futuro della Ferrari. Sempre ben posizionata Lottomatica grazie all’avvio di copertura con un “outperform” da parte della Credit Suisse. Sull’ampio volano CSP e CDC, la prima dopo l’acquisto della francese Well, la seconda grazie alla firma di un contratto di fornitura.