Piazza Affari rialza la testa

21 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Dopo una giornata volatile, con gli indici che hanno cambiato più volte direzione, a Piazza Affari ad avere la meglio sono stati gli acquisti. Migliora il sentiment anche nel resto d’Europa, grazie all’inversione di rotta di Wall Street. I listini americani infatti sono partiti in marginale ribasso, condizionati da un clima di generale nervosismo, e il giorno dopo l’approvazione della Riforma finanziaria in America. Operativamente va sottolineato che ci trovavamo in una situazione di “ipervenduto” sui mercati e quindi sul finale si è deciso per il rimbalzo dopo le recenti forti vendite. Intanto, la Camera Bassa del parlamento tedesco ha dato il via libera al Piano di aiuti della UE, impegnando le proprie risorse finanziarie. La prossima settimana il Piano sarà posto all’attenzione del Segretario del tesoro USA, Tim Geithner, che volerà a Londra e poi a Francoforte e Berlino, per discutere della questione con i leader europei e con il Presidente della BCE. Sul mercato valutario, l’euro chiude in rialzo nei confronti del biglietto verde, pur sotto i massimi intraday. Il cross eur/usd infatti scambia a 1,256 dollari dopo essere volato fino al top di 1,267. In recupero le quotazioni del petrolio che si portano al di sopra dei 70 dollari al barile. Tra gli indici milanesi, il Ftse All-Share segna un incremento dell’1,19% a 20.103,93 punti mentre il Ftse Mib porta a casa un guadagno dell’1,32% a 19.535,91 punti. Prevale il denaro nel principale paniere, con Geox in pole position confermando la buona performance della giornata, anche quando le altre blue chips viaggiavano in territorio negativo. Restano deboli invece Luxottica e Bulgari. Tonica Lottomatica che ha resistito alle vendite grazie al giudizio di Ubs. In marcia la Fiat che ha avviato l’integrazione tra le reti di vendita di Lancia e Chrysler. Richieste le banche con Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Popolare Milano e Ubi Banca. Recuperano gli energetici come Saipem e Tenaris. Più contenuta la risalita di Eni.