Piazza Affari, peggior seduta della storia. Lagarde infiamma i mercati, spread a 262

12 Marzo 2020, di Massimiliano Volpe

Profondo rosso oggi per Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che termina gli scambi con una flessione del -16,92%, il peggiore risultato che si sia mai registrato per la piazza finanziaria italiana.

A pesare sui mercati hanno contribuito alcune dichiarazioni dal governatore della Bce Christine Lagarde rilasciate nella riunione di politica monetaria della Bce di oggi. In particolare quella relativa agli spread sui titoli di Stato.
Rispondendo a una domanda a proposito dell’Italia, la Lagarde nel pieno dell’emergenza coronavirus ha affermato: “Non siamo qui per ridurre gli spread, non è compito nostro” riferendosi all’allargamento dello spread Btp-Bund che oggi ha toccato quota 261. Dopo questa affermazione le vendite sui mercati, che già perdevano quasi il 10%, si sono notevolmente amplificate.

Insomma un deciso dietrofront della Banca centrale europea rispetto rispetto alla precedente gestione di Mario Draghi che, con il suo celebre “whatever it takes” si era rivolto a tutti per dire che la Bce è pronta a tutto a difesa dell’Euro.
D’altronde, era stata la stessa Lagarde a dire che la sua banca centrale non avrebbe replicato nessuno schema prefissato. E l’annuncio di oggi lo ha sicuramente confermato.

Inoltre la reiterata affermazione del governatore della Bce che ciò che è veramente necessario è “una risposta di politica fiscale ambiziosa, coordinata e immediata” è un doppio riconoscimento del fatto che la politica monetaria è ormai impotente e che un approccio coordinato di natura sia monetaria che fiscale non è oggi in discussione.

Al di là di tutto le misure messe in campo oggi da Francoforte sono state ritenute quindi del tutto inefficaci per fare fronte alla difficile situazione economica innescata dalla diffusione del coronavirus.
La Bce, a differenza di quanto fatto dalla Bank of England e dalla Fed, ha scelto di lasciare invariati i tassi, ampliando però gli acquisti del programma di Quantitative Easing, con un piano di acquisti netti aggiuntivi di 120 miliardi di euro entro la fine dell’anno.

Secondo Samy Chaar, chief economist di Lombard Odier “questa mossa è positiva per lo stress del credito, ma probabilmente non abbastanza per sorprendere i mercati. I 120 miliardi di euro aggiuntivi aggiungono circa 10-15 miliardi di euro al mese ai 20 miliardi di euro già in vigore. Quindi un aumento degli acquisti mensili a circa 30-35 miliardi di euro, contro gli 80 miliardi di euro di quando la Bce stava perseguendo il massimo allentamento quantitativo dal 2015 al 2018”.