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Piazza Affari brilla nel primo semestre: Fineco prima tra gli intermediari

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Il 2025 è un altro anno da record per le borse mondiali e a metà anno molto indici internazionali si trovano sui massimi storici. Tutto questo ha favorito l’attività dei principali broker presenti a Piazza Affari. Il Rapporto semestrale dell’AMF Italia – Associazione Intermediari Mercati Finanziari mette in luce la vivacità operativa e la centralità crescente di alcuni intermediari nella struttura del mercato.

Intermediari: la classifica dei migliori

A guidare la classifica degli intermediari più attivi sui mercati gestiti da Borsa Italiana, sono tre player di riferimento:

  • FinecoBank si conferma leader indiscusso per operatività sull’azionario Euronext Milan Domestic, con una quota del 25,05% dei volumi scambiati in conto terzi e 23,80% per numero di operazioni. L’istituto guida anche su ETFplus (20,71%) e mantiene il primato su segmenti ad alta specializzazione come Mini Futures (44,38%) e Micro Futures su Indice (48,52%).
  • Intesa Sanpaolo si distingue su Euronext Growth Milan (26,39%), Euronext Access Milan (56,43%), EuroTLX (35,08%) e SeDeX (55,67%), consolidando la propria presenza nei mercati ad alta personalizzazione e nei prodotti strutturati.
  • Banca Akros si impone nel mercato obbligzionario, con il 23,50% su DomesticMOT e il 35,45% su EuroMOT. Da segnalare la quota quasi monopolistica del 98,01% su EQUIDUCT, piattaforma europea per la negoziazione di azioni italiane.

L’analisi AMF evidenzia anche la crescita di player come Banca Sella Holding, che domina tra gli operatori in conto proprio su DomesticMOT (18,46%) ed EuroMOT (42,70%), e MIT SIM, leader nel mercato Euronext Growth Milan in conto proprio, con il 30,48%.

Azionario: performance a due cifre

In un contesto internazionale segnato dall’inasprimento dei dazi commerciali USA verso l’Unione Europea, annunciato dal Presidente Trump, e da crescenti tensioni geopolitiche, l’Italia riesce a reagire con forza.
Il FTSE Mib archivia il primo semestre con un progresso del +16,40%, passando da 34.186 a 39.792 punti, recuperando interamente il “mini crash” di aprile e attestandosi su livelli che non si vedevano dal 2008.

Gli investitori istituzionali e retail si sono mossi con decisione, generando un aumento del 29,96% nei volumi scambiati e del 32,91% nel numero di operazioni su Euronext Milan Domestic. Un segnale chiaro della ritrovata fiducia nel mercato e della sua attrattività in termini di liquidità e trasparenza.

Anche i comparti delle PMI registrano segni positivi:

  • FTSE Italia Star: +4,33%
  • FTSE Italia Growth: +3,67%

Va segnalato, tuttavia, un rallentamento nei segmenti più piccoli: il mercato Euronext Growth Milan ha registrato una flessione dei controvalori scambiati (-23,26%) e del numero di operazioni (-24,60%). Un dato che riflette la maggiore sensibilità degli investitori alla volatilità nei comparti meno liquidi.

Obbligazionario: selettività in aumento,

Nel comparto obbligazionario si osserva un mutamento strutturale nelle scelte di portafoglio. A fronte di una lentezza nella riduzione dei tassi da parte delle banche centrali, gli investitori hanno progressivamente ridotto l’esposizione ai titoli di Stato, orientandosi verso titoli corporate, che offrono ancora rendimenti competitivi.

I dati confermano questa rotazione:

  • DomesticMOT: -2,28% (volumi)
  • EuroMOT: +15,04%
  • Euronext Access Milan: +1,05%

A livello di operatori, Banca Akros si impone su entrambi i mercati MOT, mentre Intesa Sanpaolo guida su EuroTLX. Le due banche si confermano protagoniste anche nella classifica per numero di operazioni.

Altri mercati e nuovi segmenti

Risultati positivi anche per i mercati alternativi:

  • ETFplus registra un’attività in crescita, trainata da FinecoBank (20,71%);
  • SeDeX si conferma terreno fertile per gli strumenti a leva, con Intesa al 55,67%;
  • IDEM e Equiduct mantengono volumi stabili, con la novità dell’avvio del nuovo segmento Vorvel Equities, che ha già attratto operatori importanti come Intesa, Akros e Iccrea Banca.

Nel segmento dei Certificates, emergono FinecoBank (52,28%) e Banca Akros (47,40%), con una presenza quasi totalitaria.