Piazza Affari ancora in rosso al giro di boa

25 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Procede sotto la linea di parità la seduta per Piazza Affari che già da stamane aveva avviato la giornata sotto il segno delle vendite. Le borse europee, intanto, si muovono deboli, seppur risalendo dai minimi di giornata. Segnali non incoraggianti arrivano dai Future USA che in frazionale ribasso lasciano presagire un avvio di seduta negativo per la borsa di Wall Street. Sul mercato valutario, arretra la moneta unica nei confronti del biglietto verde. Ieri, dopo le parole di Bernanke che ha assicurato che i tassi rimarrano bassi ancora per un lungo periodo di tempo, il dollaro ha avuto una debacle nei confronti della moneta unica con l’euro che era riuscito a rinconquistare la soglia degli 1,36 USD. Stamane il cambio tra la moneta unica ed il dollaro scende sotto gli 1,35 USD e precisamente 1,349 dollari. Dal fronte macroeconomico, in Francia, la fiducia consumatori è scesa a febbraio, mentre salgono i prezzi alla produzione di gennaio. Dall’Eurozona scende lievemente la fiducia consumatori del mese di gennaio, mentre migliora il clima affari di febbraio. Negli Stati Uniti, più tardi saranno rese note le richieste settimanali di sussidi disoccupazione e gli ordini beni durevoli di gennaio. A Milano, l’indice FTSE IT All-Share procede con un ribasso dello 0,57% il FTSE MIB con un -0,53%, il FTSE IT Mid Cap con un -0,20%. Il FTSE IT Star continua con uno svantaggio dello 0,13%. Sul principale listino la peggiore è Tenaris. La società, fin dall’avvio di giornata in fondo al FTSE MIB ora perde oltre il 4%. Sul capofila mondiale dei tubi di acciaio senza saldatura per l’industria energetica pesano i conti trimestrali annunciati ieri sera. La società ha archiviato l’esercizio 2009 con un utile netto in discesa del 47%. Tra gli altri energetici, luce rossa per Enel che ha concluso con successo ed in anticipo il 19 febbraio 2010 l’offerta pubblica paneuropea delle obbligazioni Enel a tasso fisso e variabile riservate ai risparmiatori retail. Rosso vivo per Telecom Italia. La società, ieri in tarda serata, ha annunciato il rinvio di un mese, al 25 marzo, dell’approvazione del bilancio consolidato 2009 “posta l’impossibilità di ricomprendere correttamente ad oggi i risultati della controllata Sparkle”, oggetto di un’inchiesta insieme a Fastweb per riciclaggio e frode. Il “contrattempo” fa si che non si possa approvare il bilancio di Sparkle e per riflesso quello della capogruppo Telecom. Intanto nella sede milanese di Telecom Italia si sta svolgendo la riunione del CdA dell’azienda. Il presidente Gabriele Galateri, e l’Ad, Franco Bernabè, chiederanno oggi al consiglio di rinviare l’approvazione dei conti al prossimo board del 25 marzo. Rimane confermata comunque, nel pomeriggio, la conference call dove la società incontrerà al comunità finanziaria, per illustrare i dati preliminari dell’esercizio. Tra gli altri telefoniici Soffre ancora Fastweb, che mostra un ribasso di oltre il 5%. Ancora sulla scia degli acquisti il titolo di Mediobanca che ha festeggiato, ieri, i buoni risultati del primo semestre dell’esercizio 2009-2010, in cui il gruppo ha triplicato l’ utile netto. Tonico il Banco Popolare, che ieri ha avuto il via libera di Consob al prestito obbligazionario convertibile. L’istituto bancario, inoltre, ha annunciato di aver concluso con pieno successo l’emissione inaugurale di Obbligazioni Bancarie Garantite, nell’ambito del programma pluriennale annunciato a fine gennaio. Tra gli editoriali, in retromarcia Mediaset. La controllata Telecinco ha annunciato oggi i risultati del 2009, registrando un un utile netto di 48,44 milioni. Il Consiglio d’Amministrazione di Telecinco ha deciso di sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Generale degli Azionisti del prossimo 14 aprile la distribuzione del 100% del risultato netto consolidato come dividendo ordinario corrispondente al 2009. Ancora guadagni per l’Espresso. La società, ieri, ha reso noto di aver archiviato l’esercizio 2009 con ricavi netti consolidati pari a 886,6 milioni di euro, riportando una flessione del 13,5% rispetto all’esercizio precedente. Il CdA ha deciso di non distribuire alcun dividendo.