Piano salva Mps non risolve nulla

1 Agosto 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Analisti divisi sul progetto di salvataggio di Mps. La banca è sotto i riflettori a Piazza Affari dopo la presentazione del maxi piano di messa in sicurezza dell’istituto e a dispetto della fresca piena bocciatura da parte dell’Eba agli stress test. I titoli, che questa mattina non riuscivano a far prezzo, hanno rallentato il passo: navigano al momento in progresso del 3,8% a 0,32 euro, sotto i massimi toccati in mattinata quando erano arrivati a sfiorare il +10%.

Venerdì scorso i vertici di Rocca Salimbeni hanno presentato il piano di spin-off delle sofferenze per oltre 27 miliardi lordi. Le sofferenze sono state valutate 33 centesimi, con il fondo Atlante che fornirà il mezzanino per 1,6 miliardi di euro. Questo, stimano gli analisti, implica un prezzo dei crediti in sofferenza di 27 centesimi. Insomma con un prezzo medio degli Npl (le sofferenze bancarie) attorno a 0,29 euro, la così detta bad bank varrà circa 0,03 centesimi, sostengono gli esperti di Equita.

Una volta ripulita dalle sofferenze, la banca senese lancerà un aumento di capitale da 5 miliardi. Livello sul quale gli analisti di Equita puntano l’indice. “Giudichiamo positivamente il progetto di spin-off che è risolutivo delle criticità di Mps, ma il rischio legato all’operazione di aumento di capitale rende la difficoltà di realizzazione del progetto molto elevata”, hanno commentato, reiterando cautela (giudizio di Hold), anche in considerazione dell’offerta di titoli che si riversera’ sul mercato e della ridotta visibilita’ sugli utili future dell’istituto.

Resta da vedere, poi, chi sarà pronto ad aderire al piano di aumento di capitale e a prendere il rischio di comprare azioni Mps. Con il terzo piano di bailout dell’istituto di credito più antico al mondo, la sfida sarà quella di attirare capitali. “Vista la complessa natura del piano, non c’è spazio per errori”, secondo gli analisti di Berenberg.

Sentito da Reuters, Giovanni Lazzeri, origination director a Demica ed ex-responsabile securitisation in Italia di Societe Generale, si dice convinto che “se questa operazione avrà successo farà da apripista a tutti gli altri, ma ciò dipende da un numero elevato di variabili: un elemento importantissimo è la qualità del portafoglio sottostante vagliata in dettaglio nella due diligence“.

Gianni Piazzoli, Head of Institutional Advisory di Anthilia Capital Partners sgr, parla di “operazione importante e corretta”, anche se osserva che “i multipli non facilitano” le cose.

L'andamento dei titoli del settore bancario europeo negli ultimi tempi

Piano salva Mps: fondo Atlante “prosciugato”

Per gli analisti di Barclays, il piano del Mps è abbastanza positivo a breve termine per il settore in quanto riduce il livello di rettifiche richieste per deconsolidare le sofferenze. È però molto difficile da replicare su larga scala e con la perdurante mancanza di certezza sui target della Bce i dubbi sulla solidità patrimoniale del settore bancario italiano non mancano.

“Pensiamo che l’incertezza sul capitale del settore bancario nel suo insieme permanga”, anche perché dopo gli sforzi per mettere Mps in sicurezza il fondo Atlante ne esce prosciugato dopo l’investimento nella tranche rischiosa “mezzanine” da 1,6 miliardi di euro.

Con l’investimento le risorse del fondo Atlante ammonteranno a solo un miliardo di euro, una somma che – si legge in una nota della banca inglese – “è assolutamente insufficiente per prevenire e nemmeno per rimandare materialmente l’attuale crisi del settore bancario italiano”.

Anche se i rischi ci sono, soprattutto perché non sono da escludere choc negativi esterni, Andrea Vercellone di Exane BNP Paribas è ottimista sulla buona riuscita del bailout. Ma fino a quando il piano non verrà completato con successo, la sfiducia e le incertezze sulle banche italiane resteranno intatte e i titoli del settore rimarranno probabilmente sotto pressione in Borsa.