Petrolio Wti tocca i minimi dal 1999, si riempiono i depositi per lo stoccaggio

20 Aprile 2020, di Alberto Battaglia

La scadenza imminente (martedì) del contratto future a maggio, i crescenti squilibri fra domanda e produzione e le difficoltà di stoccaggio hanno abbattuto il prezzo del barile di petrolio Wti portandolo a livelli che non si vedevano dal 1999. Il prezzo del barile è arrivato a cedere il 22% a 14,19 dollari.

Appena il 13 aprile scorso il cartello allargato dei Paesi esportatori di petrolio Opec+ aveva concordato un taglio alla produzione giornaliera da 9,7 milioni di barili. La fine della guerra dei prezzi fra Arabia Saudita e Russia, tuttavia, non si sta rivelando sufficiente a moderare il crollo dei prezzi, come già aveva avvertito l’Agenzia internazionale dell’energia.

Dalla fine di febbraio le scorte di greggio nel principale hub di stoccaggio degli Stati Uniti, presso Cushing, in Oklahoma, sono aumentate del 48% portandosi a quasi 55 milioni di barili, secondo quanto comunicato dalla Energy Information Administration. L’hub, informa l’Eia, dispone di una capacità di stoccaggio operativa di 76 milioni.

“Mentre la produzione continua relativamente invariata, i depositi [per lo stoccaggio] si stanno riempiendo di giorno in giorno”, ha commentato a Reuters Bjornar Tonhaugen, responsabile del mercato petrolifero di Rystad, “il mondo sta usando sempre meno petrolio e i produttori ora stanno saggiando come questo si traduca sui prezzi”.

“Non ci sono limiti al ribasso dei prezzi quando le scorte e le condutture sono piene”, ha dichiarato Su Twitter l’hedge fund manager Pierre Andurand, “i prezzi negativi sono possibili – ha aggiunto – non sto dicendo che accadrà. Qualora ciò avvenisse sarebbe un fenomeno di breve durata”.

Gli investitori al dettaglio stanno dimostrando una certa prontezza nell’approfittare del momento di profonda debolezza dei prezzi petroliferi: l’Etf US Oil Fund, infatti, ha registrato un afflusso di 552 milioni di dollari solo venerdì scorso, con una raccolta netta complessiva da 1,6 miliardi nel corso della settimana conclusa il 19 aprile.