Petrolio, Opec: taglio produzione. Accordo storico Iran-Arabia Saudita

29 Settembre 2016, di Laura Naka Antonelli

Sorpresa ad Algeri, dove i paesi appartenenti al cartello dell’Opec hanno raggiunto un accordo per limitare la produzione di petrolio all’interno di un range compreso tra 32,5 milioni e 33 milioni di barili al giorno. Si tratta di un taglio dell’offerta di 700.000 barili rispetto alla produzione del mese di agosto. Immediata la reazione dei prezzi del petrolio, che sono volati di quasi il 6% dopo la notizia dell’intesa, la prima su un taglio alla produzione dal 2008.

Si parla di un accordo storico, raggiunto ai margini del Forum Internazionale dell’Energia che è iniziato ad Algeri il 26 settembre per concludersi nella giornata di ieri 28 settembre. Storico, soprattutto se si considerano le posizioni inizialmente distanti tra l’Iran e l’Arabia Saudita.

Così il ministro petrolifero dell’Iran, Bijan Zanganeh:

“Abbiamo deciso di ridurre la produzione di 700.000 barili circa al giorno”.

L’Opec raggiungerà un ulteriore accordo sui livelli di produzione di ciascun paese membro del cartello, in occasione del prossimo meeting, che si svolgerà a Vienna il prossimo 30 novembre. Dopo aver raggiunto il target, cercherà poi il supporto anche dei produttori non Opec, per tagliare ulteriormente l’offerta globale.

Le quotazioni del Brent, alla diffusione della notizia, hanno guadagnato $2,72, o il 5,9%, per terminare la sessione di New York a quota $48,69 al barile, dopo aver toccato $48,96 al barile, massimo in più di due settimane. Il contratto scambiato a New York ha segnato un rally di $2,38, o del 5,3%, a $47,05, dopo essere balzato nei massimi intraday fino a $47,45, al record dallo scorso 8 settembre.

Tuttavia, proprio la frenata dei prezzi delle ultime ore conferma la cautela degli operatori su alcuni dettagli dell’accordo che rimangono poco chiari. Tra questi, i tetti alla produzione che saranno decisi per ogni paese appartenente all’Opec.

Alcuni analisti non nascondono tuttavia il loro ottimismo. Così al Guardian Phil Flynn, analista presso la società di brokeraggio Price Futures Group, con sede a Chicago:

“Si tratta di un accordo storico. Questa è la prima volta che l’Opec e i paesi non Opec raggiungeranno una intesa, dopo più di dieci anni. L’accordo dovrebbe sostenere il petrolio, che potrebbe rimbalzare verso quota $60”.

Scott Shelton, broker del settore energia per Icap a Durham, in North Carolina, ammette riferendosi all’accordo, “che era sicuramente qualcosa di inatteso. Nessuno tra quelli che conosco lo prevedevano”.

Tuttavia Jeff Quigley, direttore della divisione di mercati energetici presso Stratas Advisors a Houston, invita alla cautela, affermando che l’accordo ha una natura “troppo preliminare” per avallare l’entusiasmo.

“Il nodo è nei dettagli. Mi insospettisce il fatto che (il taglio) sarà operativo da novembre. Non sappiamo ancora chi produrrà cosa. Voglio sentire dal ministro petrolifero dell’Iran che il paese non tornerà ai livelli precedenti le sanzioni”.

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