Perché l’Ue non sanziona la Germania per surplus commerciale

26 Novembre 2018, di Alessandra Caparello

Perché la Commissione europea sanziona l’Italia per il debito eccessivo mentre con la Germania con partite correnti in forte surplus non muove un dito? Questa la domanda che circola nelle ultime settimane in merito al braccio di ferro tra Roma e Bruxelles sulla manovra di bilancio italiana.

In realtà, il caso italiano sul fronte debitorio e il caso tedesco sul versante economico non possono essere messi sullo stesso piano scrive Beda Romano sul Sole 24 Ore. La procedura per squilibrio eccessivo è nata con un regolamento del 2011 sulla scia della crisi finanziaria con l’obiettivo di evitare che emergano gravi e pericolosi squilibri nella zona euro. Il regolamento ha così individuato 13 indicatori con i quali capire se vi sia o meno uno squilibro macroeconomico. Tra questi le partite correnti. In base al regolamento esiste uno squilibro se le partite correnti arrivano al 6% del PIL in caso di surplus e del 4% del PIL in caso di deficit.

La Germania registrava nel 2017 un attivo delle partite correnti, pari al 7,8% del PIL, ben superiore quindi alla soglia 6% del PIL (ma in calo dall’8,3% dell’anno precedente). Alcuni commentatori in Italia sostengono che per questo motivo la Germania dovrebbe essere oggetto di una procedura per squilibrio eccessivo. Alla luce dell‘attesa procedura contro il governo Conte per debito eccessivo, l’accusa implicita è che la Commissione europea sia di parte e stia usando due pesi e due misure nei confronti dei due paesi. In realtà, si stanno mescolando pere e mele.

Il raffronto, dice il giornalista, non sarebbe possibile tra Italia e Germania perché quest’ultima  non sta violando alcuna regola. Il dato alto per le partite correnti  riflette solo un potenziale rischio, che comunque deve essere interpretato insieme ad altri indicatori.

Secondo Bruxelles la Germania è un paese in una situazione di squilibrio macroeconomico; mentre l’Italia è insieme a Cipro e Croazia in una situazione di squilibrio macroeconomico eccessivo. Evidentemente, a torto o a ragione, la Commissione ritiene che l’alto debito pubblico italiano, sommato a una bassa produttività, sia più pericoloso dell’elevato attivo delle partite correnti tedesco.