Per italiani è questo il bene rifugio da lasciare ai figli

3 Maggio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Cosa lasciare in eredità ai propri figli? Ma la casa naturalmente, almeno secondo il 51,7% degli italiani nell’ultimo sondaggio realizzato da Immobiliare.it. dove il mattone è indicato come la prima scelta che i cittadini farebbero nel caso avesse la possibilità di acquistare un bene da tramandare ai suoi eredi.

La restante metà degli intervistati (48,3%), invece, non punterebbe al mattone ma opterebbe per altre tipologie di investimento. Il 16,52% del campione avvierebbe un’attività di business redditizia da tramandare, l’11,28% sottoscriverebbe una polizza vita, il 14,89% opterebbe per fondi di investimento e prodotti finanziari e solo il 5,60% acquisterebbe oro e diamanti.

Per quale ragione gli italiani continuano a considerare la casa come un bene rifugio? Secondo quanto prevede il sondaggio di Immobiliare.it, chi vorrebbe lasciare un immobile ai propri eredi lo farebbe nel 41,65% dei casi in quanto convinto si tratti dell’unico bene durevole, anche se oltre il 29% lo acquisterebbe perché poco fiducioso nelle possibilità delle nuove generazioni, che difficilmente riusciranno a comprarlo in autonomia. Oltre il 18%, però, ha dichiarato che comprerebbe casa ai figli per evitare che questi sprechino denaro in affitto, percentuale che arriva quasi al 21% al Sud, dove la locazione sembra ancora essere considerata come un ripiego alla proprietà.

Tuttavia se si confrontano i dati rispetto a qualche anno fa una certa inversione di tendenza emerge, come sottolinea Carlo Giordano, ad di Immobiliare.it.

“Se i dati mostrano come gli italiani siano ancora molto legati alla proprietà immobiliare, ben più di quanto accada nei Paesi del Nord Europa, rispetto agli anni della bolla questa convinzione comincia a vacillare. Nel 2006, infatti, oltre il 60% degli intervistati nel nostro stesso sondaggio dichiarava che avrebbe scelto una casa come bene da tramandare ai propri figli, considerando il momento storico in cui i valori immobiliari continuavano a salire e la domanda si manteneva su livelli molto sostenuti”.