PER COMBATTERE IL FUMO, L’ARMA E’ L’ALITO CATTIVO

6 Settembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Santiago, 6 set – Se non è bastato il senso di colpa per i danni arrecati alle donne incinte, se non sono servite le minacce di cancro ai polmoni, forse per far spegnere le sigarette ai fumatori incalliti servirà far pensare loro che hanno un alito cattivo. Almeno lo spera il governo cileno che ha varato la sua nuova campagna contro il fumo. Così, in luogo dei classici “nuoce gravemente alla salute” e “il fumo fa più morti degli incidenti stradali” sui pacchetti di sigarette venduti in Cile campeggeranno le scritte “io ho l’alito cattivo” e “la puzza di sigarette impregna il tuo corpo e ti ammazza giorno dopo giorno”. Per rendere più efficace il concetto, le scritte saranno accompagnate da una foto di una bocca con i denti ingialliti dalla nicotina. La legge è stata presentata dal ministro per la Salute Soledad Barria, nell’ambito della campagna contro il tabacco lanciata il mese scorso. L’idea della campagna è nata dopo che un sondaggio ha dimostrato che i fumatori sono molto infastiditi dalla prospettiva di avere un brutto sorriso o un alito sgradevole. Molto più che dalla visione di fotografie che mostrano i polmoni “provati” da anni e anni di sigarette. Forse perché, spiega il ministero per la Salute, la prospettiva di un cancro ai polmoni viene sempre vista come poco probabile e, quindi, come una realtà molto lontana. Così, invece di paventare solo il rischio di una malattia seria, è meglio parlare anche delle condizioni estetiche. “Queste sigarette causano cancro e infarto, rovinano la bocca, i denti e tutto l’organismo” – un’altra delle frasi – colpisce tanto sul versante medico quanto su quello estetico. Questo secondo aspetto, inoltre, sembra anche rispondere meglio al target della campagna. Sono i giovani, infatti, i più sensibili al fattore fisico e sono i giovani anche i maggiori fumatori del paese. Uno studio governativo ha mostrato situazioni critiche nella fascia 26-34 anni – il 59,4% degli intervistati ha la passione per le “bionde” – e in quella 19-25 anni, che registra il 58,2% di habituè del tabacco. Grazie alla precedente campagna, il 5% dei fumatori aveva affermato di aver perso il vizio. Ora il governo di Santiago auspica un impatto maggiore: un po’ per la salute dei cittadini fumatori e un po’, evidentemente, per il benessere olfattivo di quelli che non hanno mai toccato un sigaretta.