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Gli investitori italiani mostrano una crescente attenzione alla preparazione finanziaria per la pensione. È quanto emerge dalla European Investor Sentiment Survey 2025, commissionata da Fidelity International e condotta da Opinium tra maggio e giugno 2025 su un campione di oltre 5.500 investitori in sei Paesi europei (di cui 1.000 in Italia).
Il 49% degli italiani investe di più nel fondo
Secondo i dati, il 49% degli italiani – ovvero quasi uno su due – effettua già versamenti aggiuntivi al proprio fondo pensione e il 55% dichiara di prendere decisioni attive su come tali risparmi debbano essere investiti.
Nel complesso dell’indagine, tre europei su cinque non ancora in pensione ritengono di essere sulla buona strada per raggiungere il reddito pensionistico desiderato. Il dato sale al 66% in Spagna, al 64% in Germania e al 63% in Svizzera.
Un ottimismo che, osserva Fidelity, presuppone però condizioni stabili di inflazione, reddito e mercati, scenari tutt’altro che scontati.
Pensione al centro delle priorità
Risparmiare di più per la pensione si conferma un obiettivo prioritario. Il 26% degli investitori italiani lo indica come finalità principale, anche se in cima alle preoccupazioni restano mantenere lo stile di vita attuale (39%) e prepararsi a future esigenze sanitarie (34%).
La consapevolezza, tuttavia, convive con i timori: il 42% degli intervistati ritiene di non risparmiare abbastanza per affrontare il periodo post-lavorativo.
Gli ostacoli: inflazione e spese impreviste
A frenare la serenità previdenziale degli italiani è soprattutto l’erosione del potere d’acquisto. Il 38% individua nell’inflazione il principale ostacolo al raggiungimento dei propri obiettivi pensionistici, un dato in linea con la media europea (42%). Seguono le spese impreviste (37%) e l’incertezza economica (33%), mentre un quarto degli intervistati teme l’impatto della volatilità dei mercati (26%).
Guardando al futuro, il 43% degli italiani indica i problemi di salute come la principale fonte di ansia, seguiti dal rischio che i risparmi pensionistici si esauriscano troppo presto (25%). Preoccupano anche eventi imprevisti (22%), il timore di diventare un peso per i familiari (19%) e i possibili cambiamenti nelle politiche governative (14%).
Rosario Sarcone, Head of Sales Italy di Fidelity International, sottolinea:
“I dati che emergono dall’indagine sono a mio avviso incoraggianti. Il timore di molti investitori italiani di non risparmiare abbastanza per la pensione e un sistema pensionistico pubblico sotto pressione si stanno rilevando elementi significativi nella propensione dei singoli individui a prendere attivamente il controllo dei propri risparmi previdenziali. È un cambio di passo importante. Ma se i segnali sono positivi, c’è ancora molto da fare. Rimane, infatti, evidente la necessità di fare di più per sostenere e soprattutto incentivare maggiormente il risparmio pensionistico, specialmente considerando che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2050 il numero di persone con più di 80 anni triplicherà. Con l’aumento della longevità, è importante pensare non solo a investire per la pensione, ma anche a investire durante la pensione, garantendo risorse adeguate per tutta la durata di una vita più lunga.”