Pensione: come affrontare (psicologicamente) l’addio al lavoro

22 Maggio 2019, di Mariangela Tessa

Forse nessun’altra fase della vita, come la pensione, innesca sentimenti così contrastanti: eccitazione e liberazione da un lato, paura e ansia dall’altro. La pensione per molti comporta un atto di fede dopo decenni di routine soprattutto perché molti pre-pensionati non hanno assolutamente idea di come cambierà la loro vita.

“Per me non è stato facile. Non era quello che mi aspettavo”, ha spiegato a MarketWatch Nancy Schlossberg, esperta di transizioni e l’autrice del libro “Too Young to Be Old: Love, Learn, Work, and Play as You Age”

Se i più fortunati sanno esattamente come sarà la loro pensione e ne sono contenti, altri non sono psicologicamente pronti a ritirarsi dal mercato del lavoro, anche se hanno le risorse economiche per farlo. Per alcuni il lavoro corrisponde alla loro identità.

Numerose ricerche mostrano che adeguarsi alla pensione è difficile per le persone che si annoiano più facilmente, soffrono di ansia, irrequietezza e sentimenti di inutilità. Gli uomini pensionati –  secondo il Centers for Disease Control and Prevention – hanno il 40% in più di probabilità rispetto agli uomini occupati di sperimentare la depressione.

“Le persone trascorrono più tempo a pianificare un matrimonio che a pianificare il pensionamento”, ha spiegato  Schlossberg, che a 89 anni si gode di una seconda vita come scrittrice dopo una carriera universitaria. “È molto importante pensare alla propria identità, a ciò che si sta perdendo, ma anche a come ricrearsi una nuova vita? “

Per Schlossberg, non esiste una soluzione valida per tutti, ma la definizione di un piano per la pensione dovrebbe iniziare dai tre ai cinque anni prima della data prevista. Circa un anno dopo la pensione, il periodo della luna di miele sarà probabilmente calato. Ed allora sarà il caso di rivedere come vanno le cose. A quel punto conviene darsi un altro paio d’anni affinché la pensione diventi la nuova normalità.

“Questo è un viaggio che va dai sei agli otto anni che richiederà flessibilità e capacità di recupero”.