Pd, nuovo presidente Epifani? Gira anche il nome di Veltroni

22 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La scissione della minoranza non fa paura a Matteo Renzi, il segretario del Pd sembra non abbia nemmeno provato a cercare Gianni Cuperlo per convincerlo a ripensarci e, secondo quanto si apprende, già girano diversi nomi per la poltrona di presidente del partito.

La minoranza è sul piede di guerra e, nonostante le smentite dello stesso Cuperlo (“questo è e sarà il nostro partito”), l’ipotesi che alla fine si possa arrivare ad una rottura gira con forza nel Palazzo.

Come ammette un esponente dei ‘giovani turchi’ “un conto è criticare nel merito la proposta di Renzi, altra cosa è accusarlo per avere incontrato Berlusconi: abbiamo passato vent’anni a difendere, giustamente, D’Alema che si confrontava con Berlusconi…”. Se le critiche non sono nel merito, continua il ‘turco’, è difficile non sospettare che qualcuno abbia in testa di far ‘saltare’ il Pd di Renzi.

D’altro canto, il segretario sembra abbastanza tranquillo su questo fronte, “i bersaniani sono la minoranza della minoranza”, va ripetendo ai suoi.

Per fare una scissione, poi, serve un terreno politico adatto e la bozza di riforma elettorale di fatto non lascia margini: lo stesso Nichi Vendola strilla perché con le soglie previste nel testo (5% per chi è in coalizione e 8% per chi va da solo) il suo partito rischierebbe di restare fuori dal Parlamento.

Renzi, raccontano i suoi, considera quasi inevitabile che Sel e Pd finiscano per incontrarsi in futuro, forse persino in forme federate, anche se da questo punto di vista Vendola al momento nega con forza. Di sicuro, in un quadro del genere diventa complicato pensare di rifondare un partito alla sinistra del Pd.

Renzi, però, deve incassare la riforma elettorale per evitare scenari di balcanizzazione. Il segretario sa bene che in un quadro proporzionale il Pd perderebbe la sua ragion d’essere e anche per questo spinge sulla riforma. In parlamento, però, l’iter si annuncia insidioso, la linea assunta dalla minoranza fa preoccupare per la tenuta dell’accordo.

Proprio questo, a quanto pare, avrebbe fatto imbestialire il segretario ieri: Cuperlo lo aveva voluto lui alla presidenza del partito, nella convinzione che avrebbe guidato l’opposizione su una linea comunque costruttiva. La minaccia di chiedere un referendum, di presentare emendamenti in Parlamento, ha fatto scattare la reazione: l’accordo è questo, prendere o lasciare. Un passaggio che ha messo in difficoltà Cuperlo, costretto ad una faticosa mediazione tra i ‘giovani turchi’, più propensi ad una opposizione ‘costruttiva’, e i bersaniani, decisi a contrastare con tutti i mezzi il segretario.

Proprio per questo ora Renzi cercherà di correre ai ripari con un nome capace comunque di rappresentare la minoranza. Ieri è girato il nome di Walter Veltroni, che però è un sostenitore del segretario. Renzi, a “Porta a porta”, ha chiarito: “Il presidente non sarà della mia area”.

Questo fa salire molto le chance di Guglielmo Epifani, anche se gira anche il nome di Andrea Orlando, uno dei giovani turchi, e qualcuno parla anche di Sandra Zampa, già vice-presidente del partito e prodiana. (TMNEWS)