PAVAROTTI, RIDIMENSIONATO IL TESORETTO

20 Settembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 20 set – Fabrizio Corsini, il giovane avvocato che sta seguendo la successione dell’eredità di Pavarotti, dopo avere gestito il divorzio miliardario del tenore, conferma che “le tre figlie del maestro sono per l’assoluta tranquillità e non cercano certo lo scontro”. Tuttavia, come nota La Stampa, “vogliono vederci chiaro sia sull’effettiva consistenza dell’eredità sia sul ‘trust’ nel quale, come da secondo testamento del tenorissimo, è confluito a beneficio della Mantovani il patrimonio americano di Pavarotti. Quindi è certo che per il momento un’azione legale non c’è, ma non è altrettanto certo che in futuro non ci sarà”. Secondo Corsini “la quota di legittima lasciata alle mie assistite, pari ai tre ottavi del patrimonio, va considerata sull’intero patrimonio, comprendendo anche quei beni che in un modo o nell’altro ne sono usciti”, laddove si parla di un “‘tesoretto’ – si legge nell’articolo – che sarebbe, in realtà, molto meno consistente di quanto si è scritto o favoleggiato negli ultimi giorni. Non 200 né 150 e nemmeno 100 milioni di euro, ma una cifra più modesta (si fa per dire), sui 40 milioni. Non si capisce, però, se siano compresi anche i pingui diritti discografici del tenore defunto, che continueranno a produrre utili per i prossimi settant’anni. “È chiaro che se la consistenza del patrimonio fosse davvero questa, i beni del ‘trust’, cioè i tre spettacolari appartamenti di New York con i Matisse alle pareti, rappresenterebbero una parte molto maggiore del quarto ‘disponibile’, magari la metà o anche di più”.