Paura aeroporto Houston: uomo spara poi si uccide

3 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Mentre Houston si appresta ad accogliere la Convention annuale della National Rifle Association (NRA), la potentissima lobby americana delle armi da fuoco, momenti di vero terrore sono stati vissuti da centinaia di persone all’interno dell’aeroporto della citta’ texana, il George Bush Intercontinental Airport, dove un uomo armato ha esploso alcuni colpi prima di spararsi alla testa. Non e’ chiaro se l’uomo avesse l’intenzione di colpire qualcuno o di compiere una vera e propria strage.

Secondo le prime ricostruzioni, si trovava vicino al checkpoint del terminal B dell’aeroporto, al di fuori dell’area di sicurezza, e avrebbe prima tirato fuori un fucile semiautomatico AR-15 (simile a quello usato per la strage della scuola elementare di Newtown) esplodendo almeno due colpi in aria. Poi – dopo che un poliziotto gli ha sparato mancandolo – l’uomo avrebbe estratto una pistola sparandosi alla testa. Trasportato in ospedale, sarebbe morto poco dopo.

Per sicurezza, intanto, la Federal Aviation Administration (FAA) ha immediatamente sospeso tutti i voli in partenza da Boston. L’allarme sarebbe infine rientrato una volta che la polizia ha accertato che lo sparatore era solo. Dunque, uno scampato pericolo che non manchera’ di sollevare nuove aspre polemiche sulla diffusione di armi da fuoco in America, proprio nel momento in cui a Houston stanno per radunarsi fan di armi e pistole provenienti da tutta America.

La Nra conta oltre 4 milioni di aderenti e fino a domenica al George R. Brown Convention Center sono attesi circa 70 mila appassionati di armi, tutti in prima fila a difesa del loro diritto a possedere un’arma, cosi’ come previsto dal controverso secondo emendamento della Costituzione americana.

Si tratta del primo raduno dopo la strage di Newtown e soprattutto dopo il voto del Senato del 17 aprile scorso: voto che di fatto ha al momento affossato ogni ipotesi di riforma, fortemente voluta da Barack Obama. “Quel voto – commenta Andrew Arulanandam, portavoce della Nra – non lo consideriamo una vittoria ma una prima battaglia di una guerra che durera’ molti anni”.

Basti pensare che per vincere questa che loro chiamano appunto la “guerra contro ogni legge contro le armi facili, la Nra ha speso solo nel 2012 la bellezza di 18,6 milioni di dollari in spot tv e propaganda varia. Durante la manifestazione sono in programma interventi di grandi sponsor delle politiche della Nra, come l’ex candidata vicepresidente Sarah Palin, il governatore del Texas Rick Perry e il governatore dlla Louisiana Bobby Jindal. (Rainews)