Patrimoniale: dopo stop, viene riammessa al voto

3 Dicembre 2020, di Mariangela Tessa

Non c’è pace per la patrimoniale in Italia. Dopo un primo stop in Commissione Bilancio, torna in corsa l’emendamento alla Manovra presentato da Leu e una parte del Pd, inizialmente considerata inammissibile “per carenza o inidoneità della compensazione”, ovvero per mancanza di copertura, ma successivamente riammessa al voto della prossima settimana “in considerazione della difficoltà di effettuare una puntuale quantificazione riguardo alla stima degli effetti di gettito”.

Lo ha detto il presidente della commissione Bilancio della Camera, Fabio Melilli (Pd), in sede di valutazione dei ricorsi contro le inammissibilità delle proposte di modifica, in attesa di ulteriori informazioni sugli effetti delle due norme “che potranno essere acquisite dal Governo” nel corso dell’esame in Commissione.

Patrimoniale, che cosa prevede l’emendamento

L’emendamento relativo alla patrimoniale chiede l’abolizione dell’Imu e dell’imposta di bollo sui conti correnti e di deposito titoli, per sostituirle con un’aliquota progressiva minima dello 0,2% sui grandi patrimoni la cui base imponibile è costituita da una ricchezza netta superiore a 500 mila euro e fino a 1 milione di euro per arrivare al 2% oltre i 50 milioni di euro.

Per il 2021, invece, la proposta di modifica prevede un’aliquota del 3% per i patrimoni superiori al miliardo di euro.
L’emendamento prevedeva inoltre, per i patrimoni detenuti all’estero “suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia”, multe che vanno dal 3% al 15% dell’importo non dichiarato.

Verranno quindi riammessi al voto, dalla settimana prossima, anche gli emendamenti analoghi presentati da parlamentari di M5S, Pd, Leu e Fdi, che riducono l’ambito applicativo dell’anticipazione dell’utilizzo in compensazione delle Dta. La misura prevista dal disegno di legge è stata interpretata come un incentivo alle aggregazioni bancarie, con un occhio particolare al futuro del Monte dei Paschi. Melilli segnala la necessita di “acquisire più dettagliati elementi di quantificazione, con particolare riguardo agli esercizi successivi al 2022”.