Parlamentari Ue scrivono a Draghi: “ci vuole l’helicopter money”

16 Giugno 2016, di Alberto Battaglia

Parte della sinistra del Parlamento europeo ha inviato una lettera al presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, affinché rompa gli indugi sull’utilizzo dell’helicopter money e irrobustisca così la domanda europea. I firmatari della lettera sono 18 membri del Parlamento appartenenti ai gruppi dei socialisti, dei verdi e della sinistra radicale. La sensazione è che proseguire sulla via del Quantitative easing, offrendo ulteriore liquidità alle banche, sia un percorso ormai terminato in un vicolo cieco.

Inondare un sistema finanziario malato con uno tsunami di liquidità equivale a spingere uno spago”, dice Philippe Lamberts, leader dei Verdi al Parlamento europeo citando John Maynard Keynes: il sugo del discorso è che tirare la corda con politiche monetarie restrittive funziona molto meglio che lasciare spago, nella speranza che l’economia riparta. Il gruppo chiede a Draghi anche di comprare i bond della Banca europea per gli investimenti (Bei) come “robusta alternativa alla ripresa dell’economia europea”. Entrambe le misure, quella di facilitare gli investimenti europei e quella di accreditare denaro direttamente nei conti correnti, costituiscono misure in grado di agire sulla domanda aggregata, potenziando la capacità di spesa delle famiglie; secondo i suoi promotori, questa ricetta sarebbe più efficace rispetto ad agevolare i finanziamenti da parte delle banche, nella speranza che il settore privato ricominci a investire.
Eppure quanto già fatto dalla Bce, sebbene non pienamente soddisfacente in senso espansivo (l’inflazione resta ben lontana dagli obiettivi di mandato), è bastato ad attirare dure critiche da parte della Germania rappresentata dal ministro Wolfgang Schäuble, che ha accusato le politiche lasche della Bce di essere responsabili dell’ascesa degli euroscettici di Afd in patria.
Finora, però, le aperture da parte della Bce in merito all’utilizzo dell’helicopter money sono state poche. Gli ostacoli principali sarebbero i rischi legati a una possibile vampata inflattiva o rischi per il bilancio della Bce. Ma il gruppo dei parlamentari europei è convinto che le soluzioni proposte non incontrino ostacoli legali e che non considerare nuove politiche potrebbe lasciare la Bce “impreparata di fronte a un deterioramento delle condizioni economiche”.