Parla banchiere Bce e l’euro vacilla

14 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Intervenuto al convegno EuroFinance, il consigliere della Bce Jens Weidmann ha chiarito che non e’ una buona idea identificare la banca centrale come la salvatrice di ultima istanza di tutti in un contesto di peggioramento della crisi. Lasciando intendere che non spetta all’istituto di Francoforte risolvere i problemi di insolvenza di stati e banche dell’area euro.

L’Italia, ad esempio, a detta di Weidmann e’ in grado di superare da sola l’attuale fase di difficolta’ e non ha alcun bisogno di un programma di sostegno finanziario esterno sul modello di quello greco.

I commenti del presidente della Bundesbank e consigliere Bce sono stati sufficienti a spingere la moneta unica sotto la soglia di $1,37 nei confronti del dollaro e di farlo arretrare ai minimi di seduta contro la valuta giapponese. Al momento l’euro cede lo 0,63% a quota $1,3659 sul biglietto verde e si attesta a 105,121 yen.

Tutti gli asset piu’ rischiosi, titoli azionari inclusi, hanno accusato il colpo. Gli spread tra bond italiani e omologhi tedeschi a dieci anni sono sostanzialmente invariati rispetto alla chiusura di venerdi’, dopo aver segnato un -11 punti base a meta’ mattinata, prima che Weidmann esprimesse il suo pensiero.

Weidmann ha dichiarato: “Sulle spalle dell’Italia pesa un fardello del debito enorme, e non spetta all’istituto di Francoforte risolvere i problemi di insolvenza di banche e stati”.

Secondo il banchiere le forze dei mercati, tanto contestate negli ultimi tempi, hanno un ruolo importante a livello disciplinatorio.