Paradisi fiscali aprono a una maggiore trasparenza

2 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Potrebbe essere un punto di svolta nella lotta contro l’evasione fiscale e la finanza illecita, ma solo se tutti gli atolli presenti nella lista nera dell’Ocse faranno aperture.

Le isole dei territori britannici oltremanica hanno ceduto alle pressioni del governo per una maggiore trasparenza fiscale. Ad annunciarlo e’ il governo britannico, come riporta il Financial Times.

Dopo le isole Cayman, anche Anguilla, le Bermuda, Isole Vergini, Montserrat e le Isole di Turks e Caicos hanno seguito lo stesso procedimento: il Tesoro ha infatti annunciato che i paradisi fiscali d’ora in avanti condivideranno automaticamente informazioni con Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Spagna.

Il cancelliere del Tesoro britannico, George Osborne, ha cosi’ commentato: “Rappresenta un passo in avanti significativo per disarticolare le reti di operazioni illecite nel mondo della finanza e stabilisce un punto di riferimento a livello globale nella lotta all’evasione fiscale”.

Ora pero’ altri governi devono fare lo stesso, in un tentativo congiunto di scovare “i posti dove si nasconde il denaro di chi cerca di evadare le tasse o nascondere le proprie risorse patrimoniali”.

I centri di deposito di conti offshore hanno deciso di aumentare la trasparenza dopo l’introduzione di una nuova legge in Usa nota sotto il nome di ‘Foreign Account Tax Compliance Act‘, in cui di fatto gli Stati Uniti minacciano di intraprendere misure punitive nei confronti degli istituti di credito con vantaggi fiscali notevoli che non volessero collaborare.

La Fatca e’ un regolamento del codice fiscale che obbliga le banche dei paesi che hanno stretto un’intesa con il governo Usa a firmare con il dipartimento del Tesoro un accordo nel quale si impegnano a comunicare tutti i conti detenuti da cittadini americani. In questa categoria sono inclusi i residenti negli Stati Uniti, ma anhce i cittadini americani residenti all’estero, i titolari di Green Card, nonche’ i coniugi e i figli, indipendentemente dalla loro residenza o nazionalita’.