Panama Papers, lista sarà acquisita da Procura di Torino

6 Aprile 2016, di Alberto Battaglia

ROMA (WSI) – Dai giornali di tutto il mondo alla Procura di Torino, i Panama Papers saranno acquisiti dalla magistratura nel quadro di indagini già avviate nel 2015 per reato di riciclaggio. Su tale pista è già all’opera il Nucleo polizia tributaria Torino in merito a numerose società panamensi riconducibili allo stesso studio legale “Mossack & Fonseca” reso celebre per il leak finito sulla scrivania della Sueddeutsche Zeitung.

“In relazione alle notizie apparse sugli organi di stampa e relative ai cosiddetti ‘Panama papers’, in ordine alla presenza di 214.000 società schermo curate dallo studio Mossack & Fonseca di Panama, il nucleo polizia tributaria Torino è stato delegato, dalla Procura della Repubblica del capoluogo piemontese, ad acquisire dati e informazioni in ordine ai contenuti della lista ed avviare le procedure necessarie per l’acquisizione della medesima“, ha comunicato la guardia di finanza.

Fra gli 800 contribuenti italiani comparsi sulle liste divulgate dall’Icij quanti verranno indagati per riciclaggio rischieranno una pena dai 2 agli 8 anni di reclusione; certo, esiste la possibilità che alcuni dei soggetti inclusi nella lista abbiano agito nel pieno perimetro della legalità, avendo dichiarato quanto dovuto alle autorità competenti, così com’è possibile che la loro posizione sia stata regolarizzata attraverso la voluntary disclosure. Ma, secondo Stefano Simontacchi, managing partner di BonelliErede sentito da La Stampa, queste ultime non sarebbero fra le casistiche più frequenti. Del resto è emerso che Mossack Fonseca agisse nel 95% dei casi per aiutare i propri clienti in attività fiscalmente illecite (testualmente uno dei documenti riservati recita, “il 95% del nostro lavoro coincide con la vendita di sistemi per evadere le tasse”).

Secondo Simontacchi l’intera vicenda dimostra che “non ci sono più porti sicuri”, neanche per i nomi eccellenti. Chi ha fatto il furbo e ha la fortuna di non figurare ancora in alcuna lista incriminata “non è improbabile che si appresti a cambiare residenza avendo toccato con mano come l’asserita protezione di cui si era fidato si sgretolerà presto grazie allo scambio di informazioni o a una delle prossime liste”.