Panama Papers: altri 100 italiani coinvolti, tra cui Berlusconi

14 Aprile 2016, di Alberto Battaglia

L’inchiesta internazionale sui Panama Papers che ha già messo a nudo gli affari sospetti di decine di politici e celebrità di tutto il mondo si appresta ad arricchirsi di un nuovo capitolo: i nuovi 100 nomi di italiani che domani verranno pubblicati in esclusiva da “L’Espresso”. Tra questi, quelli di Flavio Briatore, Silvio Berlusconi, Emanuela Barilla, Adriano Galliani e Stefano Pessina. Come i precedenti, le rivelazioni provengono dall’immenso database dello studio legale Mossack Fonseca, oggetto di una fuga di notizie diffusa al pubblico da un consorzio internazionale di giornalisti.

Nel caso di Silvio Berlusconi non è la prima volta che si parla di società offshore: in questo caso si tratta della Sport Image internazional, basata nelle Isole Vergini britanniche; fra gli amministratori di questa società, che tempo addietro era finita sotto indagine per i pagamenti in nero a beneficio di alcuni calciatori del Milan, salta fuori il nome di Adriano Galliani e di altri due manager che ai tempi facevano parte del gruppo Fininvest: Giancarlo Foscale e Livio Gironi.

Il nome di Flavio Briatore, invece, non compare direttamente sulle carte panamensi, ma la Struie, altra società creata da Mossack Fonseca fungeva da “cassaforte”, a quanto scrive “L’Espresso” sia per lui che per lo stesso Silvio Berlusconi. Ad averla messa a loro disposizione sarebbe stato l’avvocato britannico David Mills.

Attivo sul fronte delle società offshore è anche il manager e ingegnere Stefano Pessina, uno degli uomini più ricchi d’Italia (il terzo, stando alla classifica di Forbes del 2014). Insignito dal presidente Napolitano del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia, il nome della società offshore che Pessina controlla assieme alla compagna è quantomeno curioso: Farniente holding.