Panama Papers, coinvolti 750 ricconi d’Italia

6 Aprile 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Sono 750 gli italiani coinvolti nell’affaire Panama Papers, il corposo fascicolo di oltre 11 milioni di documenti contenente informazioni dettagliate su oltre 200mila società offshore e relativi organigramma, alcune controllate da politici, capi di stato e banche di tutto il mondo, trapelato dallo studio legale Mossack Fonseca, che ha sede a Panama, con il compito di creare e gestire per conto dei suoi clienti società in paradisi fiscali, paesi cioè dove le condizioni fiscali sono privilegiate come Panama, le Isole Vergini Britanniche, la Svizzera o le Seychelles.

Da quanto è scoppiato lo scandalo sono emersi tanti nomi illustri a livello internazionale che hanno fatto ricorso alle manovre dello studio legale panamenese, tra cui anche italiani. Da qui è partito il lavoro dell’Agenzia delle Entrate per individuare i nomi dei soggetti coinvolti e ora a dare un numero preciso è lo stesso direttore dell’Amministrazione finanziaria, Rossella Orlandi.

‘In audizione alla commissione finanze della Camera, la Orlandi ha sottolineato che nel 2016, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza hanno elaborato congiuntamente un elenco complessivo di soggetti italiani coinvolti nell’inchiesta giornalistica “Panama Papers” che, attraverso entità offshore, “hanno presumibilmente nascosto al fisco italiano rilevanti attività di natura finanziaria, detenute in altri Paesi non collaborativi, e di natura patrimoniale”.

L’elenco complessivo è composto da circa 750 soggetti individuati, alcuni dei quali già emersi in altri contesti istruttori; nella quasi totalità dei casi si tratta di persone fisiche, a cui devono aggiungersi circa 300 bearer, cioè soggetti che hanno il possesso delle entità offshore attraverso titoli al portatore che sono oggetto di approfondimenti per la loro individuazione nominativa.

La Orlandi ha anche precisato che l’elenco delle posizioni è stato predisposto per avviare iniziative unitarie in materia di mutua assistenza fiscale internazionale.

“Sono stati, inoltre, definiti congiuntamente i criteri da seguire per l’individuazione dei soggetti da includere nelle richieste nominative per avviare lo scambio di informazioni dalle Amministrazioni fiscali dei Paesi esteri presso i cui intermediari finanziari i soggetti italiani individuati detengono illecitamente asset”.

Intanto le autorità di Panama hanno fatto sapere che collaboreranno con la magistratura italiana e di altri stati Ue per far luce sui conti offshore gestiti dallo studio Mossack Fonseca.