Padoan, flat tax e condono: “Senza coperture Bruxelles non ci perdonerà”

3 Luglio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Dopo il decreto dignità, ci attendono flat tax e pace fiscale. Ma attenzione: se mancano le coperture Bruxelles non ci perdonerà.

Il monito al nuovo governo questa volta lo lancia l’ex ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan dalle pagine di Repubblica in cui mette in guardia i programma dell’esecutivo Lega-M5S.

“Il vincolo europeo, ci piaccia o no, esiste ed è determinante. Se l’Italia si presenterà all’appuntamento con Bruxelles con dati vistosamente fuorvianti rispetto al percorso di aggiustamento che avevamo faticosamente negoziato e concordato in tutti questi anni, il rischio di procedure d’infrazione mi sembra inevitabile”.

Nel corso della sua intervista però l’ex titolare del dicastero di via XX Settembre ha affermato che l’Italia è in risanamento.

“Il percorso di risanamento della finanza pubblica è nelle cifre. Il debito ha smesso di salire e ha cominciato pur lentamente a scendere, il Pil ha ripreso a crescere”.

Ma è davvero così? Questa la domanda che si è posta l’Agi a cui ha risposto dando cifre e numeri ufficiali, Eurostat e Bankitalia. Per il primo, dopo essere arrivato al picco del 134,9% nel secondo trimestre del 2017, il rapporto debito/Pil è diminuito nel terzo trimestre al 134,2% e nel quarto trimestre al 131,8%, registrando così il dato più basso dal quarto trimestre 2015. Banca d’Italia, nel suo bollettino di aprile, precisa inoltre che il peso del debito […] nell’ultimo triennio è rimasto sostanzialmente stabile.

Padoan ha ragione almeno in linea teorica ma non però se ci riferiamo al debito in valore assoluto. Secondo l’ultima rilevazione di Banca d’Italia  ad aprile, il debito pubblico italiano è arrivato al nuovo record di 2.312 miliardi di euro. Stesso discorso vale per il PIL che è tornato in positivo a partire dal 2014 (+0,1%) ma nel futuro non molto lontano – vedi le previsioni economiche di primavera 2018 della Commissione Europea – dovrebbe però rallentare nel 2019, calando all’1,2%.

Ma è dal confronto con il resto d’Europa che l’Italia non brilla. Il nostro debito  è il secondo peggior rapporto debito/Pil dell’Unione europea, dopo la Grecia. Per quanto riguarda la crescita siamo gli ultimi  nell’Unione europea insieme al Regno Unito.