Ora tocca alla Slovenia

26 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – Tassi & Congiuntura: in area Euro, dopo un inizio di seduta con spread periferici in calo, si è assistito ad un’inversione che ha visto il differenziale italiano salire in prossimità dei 330 pb (dopo essersi portato fino a 300 pb) e quello spagnolo a 360.

Tra le cause del movimento ci sono state le indiscrezioni di un possibile downgrade dell’Italia da parte di Moody’s e le dichiarazioni del capo dell’ Eurogruppo Dijsselbloem riportate da Ft e Reuters secondo cui il modello di ristrutturazione delle banche cipriote è da considerarsi un modello per possibili future ristrutturazioni di istituti di altri paesi dell’area Euro.

Le dichiarazioni sono state però smentite dallo stesso Dijsselbloem che in un comunicato ha riportato che sono state male interpretate. Nel messaggio di smentita Dijsselbloem dichiara che Cipro è un caso specifico che è stato affrontato con misure fatte su misura per la situazione del paese e che non è stato usato nessun modello o schema. Intanto, la banca centrale cipriota ha rimandato a giovedì la riapertura di tutte le banche dell’isola. Ricordiamo che le banche sono chiuse dal 16 marzo.

Il membro della Bce Coeure ha dichiarato che il caso di Cipro è isolato e che nessun altro paese dell’area ha gli stessi problemi. Coeure ha anche aggiunto che la Bce è limitata dal suo mandato. Sulle indiscrezioni sul possibile downgrade dell’Italia, l’agenzia Moody’s ha risposto con un “no comment”. In Slovenia ieri la Banca Centrale ha invitato il primo ministro a fare subito il possibile per evitare che il paese sia il prossimo a chiedere un aiuto internazionale.

Secondo il Fmi la Slovenia necessiterebbe di circa 3 Mld€ per far fronte alle necessità di finanziamento e di 1 Mld€ per ricapitalizzare il sistema bancario. Dopo il collocamento di Btp indicizzati all’inflazione e Ctz di ieri oggi proseguiranno le aste italiane con 8,5 Mld€ di Bot a 6 mesi. La Francia ha invece annunciato a breve termine l’emissione sindacata di un bond a 30 anni. La sessione di oggi si apre con spread in calo.
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Negli Usa tassi a lungo termine in calo per effetto del prolungamento del caso Cipro, sebbene l’effetto flight to quality stia interessando soprattutto gli analoghi titoli tedeschi i cui tassi si sono posizionati circa 60pb al di sotto di quelli Usa, livello di spread massimo da giugno 2010. Oggi è attesa l’emissione di 35Mld$ di titoli a due anni.

Sul fronte Fed, Bernanke ha difeso le politiche finora adottate dichiarando che sono state di supporto alla crescita mondiale, confutando l’accusa secondo cui esse abbiano portato vantaggio agli Usa a danno di altri paesi (cosiddetto beggar thy neighbor approach), non comportando forme di svalutazione competitiva sul fronte valutario. Allo stesso tempo Dudley, membro votante permanente all’interno del board, ha dichiarato che il recupero molto graduale del mercato del lavoro richiederà ancora politiche monetarie molto accomodanti. In giornata focus soprattutto sulla fiducia dei consumatori di marzo, per verificare l’andamento dei consumi per il trimestre che sta per iniziare.

Valute: ieri si è assistito ad un deprezzamento dell’euro verso dollaro sulla scia del taglio delle stime di crescita tedesche e delle dichiarazioni su Cipro arrivate da vari esponenti dell’area Euro. Il presidente del comitato finanza del parlamento cipriota, Papadopoulos, ha dichiarato che Cipro deve valutare i benefici di un’uscita dall’euro. Il cambio si è portato fino in prossimità del supporto 1,2830 per poi rimbalzare dopo la chiusura delle borse europee, ma questa mattina è tornato ad indebolirsi prima dell’apertura dei listini europei. Per oggi la resistenza più vicina si colloca presso 1,29. Della debolezza dell’euro ne ha approfittato la sterlina con il cambio in avvicinamento al livello di supporto collocato a 0,8440.

In deprezzamento lo yen durante la notte verso le principali valute dopo l’apprezzamento di ieri. Verso euro il cambio trova il supporto a 120 nei prossimi giorni, con la resistenza che per oggi passa da area 122. Il neo-governatore della BoJ, Kuroda, ha dichiarato che cercherà di raggiungere il target d’inflazione entro 2 anni e che considererà di aumentare la scadenza dei bond acquistati. In apprezzamento il won sudcoreano verso tutte le principali valute mondiali nonostante il dato finale sul Pil del quarto trimestre sia stato rivisto al ribasso. La motivazione dell’apprezzamento potrebbe risiedere nel rimpatrio di capitali dall’estero da parte degli investitori in vista del fine trimestre e ad attese di nuove misure di stimolo da parte del governo dopo i dati sulla crescita.

Commodity: inizio di settimana positivo per il settore energia guidato dal rialzo del Wti (+1,12%) e del Brent (+0,5%) che ha beneficiato dell’accordo su Cipro. In controtendenza il gas naturale Usa (-1,6%). Misti i metalli preziosi. Metalli non ferrosi in calo al Lme guidati dal nichel (-1%). Tra gli agricoli in evidenza il calo di cacao (-1,3%) e zucchero (-1,3%) ed il rialzo del mais (+1%). Questa mattina l’oro si colloca in prossimità dei 1600$/oncia, il Brent poco sotto i 108$/barile.

Azionario: inizio di settimana all’insegna della volatilità per i listini azionari europei che hanno chiuso la seduta con cali generalizzati e volumi in forte crescita. Dopo una partenza in deciso rialzo grazie all’annuncio dell’accordo su Cipro, i mercati hanno perso forza nel corso della mattina girando in negativo subito dopo l’apertura dei mercati Usa. La revisione al ribasso delle stime di crescita della Germania è stata la prima notizia che ha spinto gli investitori a prendere profitto ma le vendite si sono accentuate con le dichiarazioni, successivamente smentite, del presidente dell’Eurogruppo, Dijsselbloem, sull’utilizzo del modello Cipro come riferimento per future operazioni di salvataggio del settore bancario.

Naturalmente il settore finanziario è stato il più penalizzato, ma quasi tutti i settori all’interno dello Stoxx600 hanno chiuso in negativo ad eccezione di health care e telecomunicazioni che continuano a sovraperformare in questo clima di incertezza. Il Ftsemib, visto il forte peso del settore bancario, è stato il più penalizzato in Europa con titoli quali Intesa e Unicredit che hanno perso oltre il 5%. In mattinata gli indici hanno aperto in lieve rialzo. Negli Usa, i mercati sono stati nuovamente guidati dalle vicende in area Euro con tutti i principali indici che hanno chiuso in calo anche se in lieve recupero dai minimi toccati a metà seduta grazie al chiarimento della propria dichiarazione da parte di Dijsselbloem. Tutti i comparti hanno chiuso in negativo guidati dal settore industriale e risorse di base.

Sul fronte emergenti, si interrompe la serie negativa per l’indice MSCI EM che riesce ad aprire la settimana in rialzo (+0,67%) grazie soprattutto al contributo positivo dell’Area asiatica, mentre è proseguito il calo dell’indice brasiliano Bovespa, alla quinta seduta consecutiva in rosso. Misto l’andamento per i mercati dell’est Europa. In mattinata si sta assistendo ad un calo dei principali listini asiatici sulla scia della chiusura negativa dei mercati Usa; in controtendenza l’area del sud-est asiatico guidato al rialzo dall’indice filippino PSEi (+1%).

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI

BANCA POPOLARE DI MILANO – Il consiglio di gestione di Popolare Milano ha esaminato e approvato l’istanza di autorizzazione alla Banca d’Italia del progetto di trasformazione in Spa e dell’aumento di capitale in opzione annunciati la scorsa settimana. L’assemblea straordinaria è convocata per il 21 e 22 giugno per deliberare su trasformazione in Spa e aumento di capitale.

ENEL GREEN POWER – La società ha connesso alla rete il suo primo impianto eolico in Cile, a Talinay. Il parco eolico vanta una capacità installata di 90 MW, in grado di generare, a regime, fino a 200 Mln di KWh all’anno. La realizzazione dell’impianto di Talinay ha comportato un investimento totale di circa 165 Mln$.

FIAT – La società ha raggiunto un accordo con la Serbia sui sussidi per realizzare una versione più economica del modello 500L destinato al mercato domestico, questo secondo quanto scriveva ieri il quotidiano Blic.

FINMECCANICA – Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, il gruppo franco-tedesco Eads starebbe per mettere a punto un’offerta su Avio Spazio per 350/400 Mln€ di cui Finmeccanica detiene il 14%.

GENERALI – Future Group, gruppo indiano multi business che opera soprattutto nella distribuzione, ha raggiunto un accordo per la cessione a L&T Finance del 50% in Future Generali, joint-venture con Generali.

IMPREGILO – Il Cda della società ha approvato i risultati consolidati relativi al 2012, che confermano sostanzialmente quelli preliminari comunicati l’11 marzo, e la distribuzione di un dividendo pari a 1,49€ per azione ordinaria e pari a 1,594€ per ogni azione risparmio.

LUXOTTICA – Il gruppo ha perfezionato la sottoscrizione di una quota di minoranza pari al 36,33% di Salmoiraghi e Vigano’. L’operazione ha un controvalore complessivo di 45 Mln€.

MEDIASET – Il gruppo, che oggi renderà noti i conti, sta per lasciarsi alle spalle il primo esercizio in perdita della sua storia, che potrebbe non essere l’ultimo. Secondo gli analisti, infatti, la società non tornerà all’utile prima del 2014.

TELECOM ITALIA – La società ha chiuso una rinegoziazione di un prestito sindacato da 3 Mld€, raccogliendo richieste per 4 Mld€. L’operazione chiusa ieri da Telecom Italia rappresenta la seconda parte del rifinanziamento della vecchia facility da 8 Mld€ dell’agosto 2005, che scadrà ad agosto 2014 e di cui la società puntava ad assicurarsi l’allungamento della scadenza per complessivi 7 Mld€. Parte di questa linea era stata già estesa nel maggio 2012 per 4 Mld€ con scadenza a maggio 2017. Restavano, quindi, da rinegoziare 3 Mld€ la cui scadenza è stata portata a marzo 2018.

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