Nonostante la persistente volatilità sul fronte energetico, il graduale assorbimento degli effetti dei dazi statunitensi e il rallentamento della crescita salariale su entrambe le sponde dell’Atlantico dovrebbero sostenere le aspettative di un calo dell’inflazione fino al 3% negli Stati Uniti e al 2,5% in Europa entro la fine dell’anno, prima di convergere verso gli obiettivi fissati dalle banche centrali nel 2027.
La successione di shock che si sono susseguiti dal 2020, dalla pandemia ai conflitti geopolitici, compresa l’attuale volatilità legata allo Stretto di Hormuz, ha determinato un regime inflazionistico strutturalmente più volatile. Inoltre, le pressioni fiscali rimangono elevate, poiché i governi devono finanziare sia l’invecchiamento della popolazione sia nuove priorità strategiche, in particolare nei settori della difesa e della sicurezza nazionale. Questo contesto sostiene un quadro di tassi di interesse destinati a rimanere più elevati più a lungo.
Nonostante queste sfide, le prospettive economiche rimangono solide. Il continuo aumento degli investimenti delle imprese, in particolare nell’intelligenza artificiale, dovrebbe sostenere una crescita degli Stati Uniti superiore al 2% nella seconda metà dell’anno, mentre l’Europa dovrebbe registrare una ripresa verso l’1%, favorita dall’attenuarsi delle pressioni derivanti dai prezzi dell’energia e dall’aumento della spesa pubblica per la difesa e l’autonomia strategica.
Dal punto di vista degli investimenti, questo contesto continua a favorire le azioni rispetto alle obbligazioni. La performance dei mercati azionari è sempre più trainata dalla crescita degli utili, piuttosto che dall’espansione dei multipli, con opportunità riconducibili a tre temi strutturali: le infrastrutture per l’intelligenza artificiale, la sicurezza energetica e l’approvvigionamento elettrico, e la difesa. Manteniamo quindi una view costruttiva sui settori della tecnologia, dell’industria, dei materiali e delle utility.
Nel reddito fisso, le opportunità sono più selettive. Il credito offre un carry interessante, ma un potenziale limitato di restringimento degli spread, mentre il debito dei mercati emergenti si distingue grazie al miglioramento dei fondamentali economici, alla normalizzazione delle politiche economiche e al rafforzamento delle posizioni esterne.
Gli investitori dovrebbero tuttavia prestare attenzione al crescente rischio di concentrazione. Sebbene l’intelligenza artificiale continui a rappresentare un potente tema strutturale di investimento, le aspettative molto elevate e le valutazioni già sostenute lasciano poco margine a eventuali delusioni, rendendo una maggiore selettività sempre più importante. In questo contesto, le strategie alternative liquide possono offrire un’efficace diversificazione e contribuire a rafforzare la resilienza del portafoglio.