La Fed conferma la linea dura per contenere l’inflazione

31 Agosto 2022, di Tiffany Wilding e Allison Boxer (Pimco)

Gli operatori di mercato hanno ascoltato con attenzione i funzionari della Fed al simposio annuale di Jackson Hole, nello Stato del Wyoming, alla ricerca di qualsiasi segnale che indicasse quanto la banca centrale sia ancora impegnata nella lotta all’inflazione, nonostante le preoccupazioni per i costi associati alla crescita e all’occupazione. Il messaggio del presidente Jerome Powell nel discorso di venerdì mattina è stato breve, chiaro e diretto: l’inflazione rimane troppo alta e la Fed non si sottrarrà dal fare ciò che è necessario per riportare l’inflazione sotto controllo. Avendo imparato dalla storia, i funzionari della Fed hanno avvertito che non saranno rapidi nel dichiarare vittoria sull’inflazione. Ciò significa che gli investitori, le imprese e le famiglie dovrebbero aspettarsi tassi d’interesse più elevati per un periodo più lungo, poiché i policy maker si impegneranno a ridurre l’inflazione in modo duraturo. Con un’inflazione che si prevede in via di moderazione, ma ancora al di sopra dell’obiettivo, riteniamo che la Fed procederà a un ulteriore ed eccessivo inasprimento quest’anno e poi manterrà i tassi fermi anche quando l’economia statunitense rallenterà fino al 2023.

Powell breve e preciso

Il discorso del presidente Powell, molto atteso, ha trasmesso il messaggio da falco che gli operatori di mercato stavano aspettando. In uno dei discorsi più brevi tenuti a Jackson Hole da un presidente della Fed a memoria d’uomo, ha riaffermato in modo inequivocabile l’impegno della Fed a ridurre l’inflazione, anche se ciò richiederà probabilmente “un po’ di sofferenza“. Il presidente Powell ha fatto riferimento alle lezioni della storia per sottolineare come i funzionari della Fed di oggi riconoscano che non possono permettersi di lasciare che le aspettative di inflazione si disancorino, e che i tassi continueranno a frenare la domanda fino a quando i funzionari non saranno certi che l’inflazione sia tornata pienamente sotto controllo.

I commenti del presidente Powell sono stati ripresi da altri funzionari della Fed in molte interviste rilasciate ai media durante il simposio. Nonostante i dati sull’inflazione di luglio siano stati più contenuti, sia per quanto riguarda l’indice dei prezzi al consumo (Cpi) sia per quanto riguarda l’indice dei prezzi per le spese per consumi personali (Pce), i funzionari della Fed non sono ancora pronti a dichiarare vittoria sull’inflazione. Ciò è coerente con la nostra opinione che, sebbene vi siano segnali di un’inflazione statunitense al picco o vicina al picco su base annua, la tendenza di fondo dell’inflazione non sembra coerente con l’obiettivo della Fed.

I funzionari sono stati attenti a sottolineare la dipendenza dai dati e hanno evitato di fornire indicazioni per la prossima riunione della Fed. Hanno invece sottolineato che gli operatori di mercato non dovrebbero aspettarsi tagli dei tassi – la reazione abituale della Fed a un periodo di rallentamento della crescita – a breve. La strategia di comunicazione della Fed sembra consentire la flessibilità necessaria per reagire ai dati futuri nel dimensionare i rialzi dei tassi per il resto di quest’anno, e allo stesso tempo inasprire le condizioni finanziarie, frenando i mercati che prevedono un rapido ritmo di tagli dei tassi per l’anno prossimo.

Le implicazioni a lungo termine

Il simposio di Jackson Hole ha riunito accademici e funzionari per esaminare i numerosi insegnamenti derivanti dalle limitazioni dell’offerta che hanno caratterizzato il periodo della pandemia. Sebbene i funzionari della Fed possano prendere in considerazione ogni singolo dato nel considerare il percorso di politica monetaria a breve termine, queste considerazioni hanno importanti implicazioni per quella a medio e lungo termine. Le sessioni hanno esplorato il modo in cui il periodo della pandemia può influenzare la produttività, la produzione e i tassi neutrali di politica monetaria nel lungo periodo, interrogandosi se il framework della Fed debba evolversi per affrontare queste nuove sfide.

Un ulteriore inasprimento in arrivo dalla Fed

Le prospettive di un aumento dell’inflazione e di una riduzione della crescita hanno messo la Fed in una posizione difficile, ma i banchieri centrali hanno utilizzato Jackson Hole per ribadire che il proprio obiettivo principale rimane quello di ancorare le aspettative di inflazione attraverso un rapido aumento del tasso sui Fed fund. Questo approccio ha già prodotto il ritmo più rapido di inasprimento delle condizioni finanziarie dal fallimento di Lehman Brothers del 2008, secondo l’indice delle condizioni finanziarie statunitensi di Pimco. Nei prossimi trimestri, ci aspettiamo che i funzionari della Fed continuino a seguire il percorso di inasprimento della politica monetaria precedentemente delineato; i messaggi trasmessi a Jackson Hole hanno ribadito che una politica monetaria più restrittiva è destinata a permanere, nonostante le rigide prospettive riguardanti la crescita.