E’ il momento di incrementare il rischio in portafoglio?

2 Novembre 2020, di Benjamin Melman (Edmond de Rothschild AM)

In questo contesto ancora fragile dove la ripresa, con la notevole eccezione della Cina, sembra segnare il passo, si parla di un nuovo piano di rilancio negli Stati Uniti e in Giappone. Inoltre, la BCE è pronta a fare di più se necessario.

Nonostante gli straordinari sforzi di rilancio fiscale e monetario, c’è ancora potenzialmente più spazio di manovra per affrontare gli imprevisti. Negli Stati Uniti, soprattutto se emergerà una vera maggioranza politica, non c’è dubbio che ci sarà una reale determinazione a garantire la ripresa.

Lieve aumento del rischio in portafoglio

La domanda è se si arriverà all’approvazione di un vaccino entro le prossime settimane, cosa del tutto possibile secondo le dichiarazioni di Pfizer e Moderna, senza pregiudicare i risultati degli altri concorrenti nella fase 3. A nostro avviso, un tale evento avrebbe un impatto significativo sui mercati, probabilmente anche considerevole se fosse abbinato, ad esempio, alla presa di potere negli Stati Uniti da parte dei Democratici (che hanno un piano di rilancio più chiaro dei Repubblicani).

In effetti l’annuncio di un vaccino permetterebbe di anticipare la fine della crisi sanitaria, la liberazione dei risparmi «forzati” delle famiglie (in agosto, il tasso di risparmio delle famiglie americane ha raggiunto quota 14,1%), in un contesto in cui la politica monetaria rimarrebbe fortemente espansiva, mentre il piano di rilancio accelererebbe la ripresa della domanda statunitense.
E’ impossibile anticipare i risultati delle elezioni (anche se i sondaggi ora rendono probabile una vittoria democratica) così come i risultati dei test sanitari.

Ma dobbiamo tenere presente che esiste uno scenario potenzialmente molto positivo per i mercati ed è per questo che aumentiamo a margine il rischio nei portafogli, anche se ciò significa soffrire di volatilità a breve termine.
In questo modo, stiamo riducendo il peso dei titoli di Stato, che sono pratica- mente non redditizi e hanno perso gran parte della loro capacità di proteggere un portafoglio globale ai livelli attuali per rafforzare i titoli ad alto rendimento in Europa.

Quest’ultima beneficerebbe anche di un ulteriore allentamento monetario da parte della BCE, che, secondo alcuni banche centrali, sembra essere in fase di studio. Aumentiamo anche il peso delle azioni giapponesi a scapito delle azioni europee.
Il mercato giapponese beneficia infatti di un ambiente sanitario controllato, ma anche di una volontà di rilancio dell’economia che sembra addirittura accentuarsi con la nuova amministrazione.
Questo volontarismo è in qualche modo in contrasto con il contesto europeo. Dopo un notevole sforzo, i margini di manovra si sono notevolmente ridotti.